
Un provvedimento che rischia di "burocratizzare la fatica del caregiver e isolarlo nel suo ruolo". È il giudizio espresso da Cittadinanzattiva sul disegno di legge in discussione alla Camera, al centro di un’audizione presso la Commissione Affari sociali.
"Tradite le aspettative": la critica al disegno di legge
Secondo l’associazione, il testo attuale si discosta dalle indicazioni emerse nel Tavolo tecnico interministeriale e introduce vincoli che restringono l’accesso alle tutele.
"Le istanze emerse durante il Tavolo tecnico sono state in gran parte ignorate e si è arrivati a un provvedimento che tradisce le aspettative", ha affermato Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
Il risultato, secondo l’associazione, è un impianto che rischia di riconoscere solo una parte dei caregiver, lasciando scoperti molti contesti reali di assistenza.
I quattro vincoli: convivenza, parentela, età e reddito
Nel dettaglio, Cittadinanzattiva individua quattro elementi critici che delineano una vera e propria "gerarchia della cura".
Il primo riguarda il vincolo della convivenza e della distanza, con il limite dei 25 chilometri per i non conviventi, che escluderebbe chi presta assistenza quotidiana pur vivendo altrove.
Il secondo è il vincolo della parentela, che non riconosce il ruolo di amici o reti di prossimità, spesso fondamentali nella gestione della non autosufficienza.
Il terzo elemento è l’esclusione dei minori, che rende invisibili i giovani caregiver.
Infine, il tema economico: il sostegno previsto, circa 400 euro, sarebbe subordinato a criteri molto restrittivi, tra cui un carico assistenziale minimo elevato e soglie reddituali basse, con il rischio di trasformare una misura universale in un intervento selettivo.
Le proposte di modifica: definizione più ampia e servizi strutturati
Insieme all’associazione CARER, Cittadinanzattiva propone una revisione significativa del testo.
Tra gli interventi indicati, l’ampliamento della definizione di caregiver per includere legami affettivi non familiari e giovani assistenti, l’introduzione di un fondo nazionale per garantire servizi di supporto, e l’adozione di criteri di valutazione multidimensionale del carico assistenziale.
Tra le proposte anche misure su scuola e lavoro, per riconoscere e sostenere il ruolo dei caregiver nei percorsi educativi e nella conciliazione dei tempi di vita e assistenza.
La questione politica: tra riconoscimento e selettività
Secondo l’associazione, il rischio è che il disegno di legge introduca condizioni meno favorevoli rispetto ad alcune normative regionali già esistenti e si ponga in discontinuità con il percorso avviato dalla riforma della non autosufficienza.
"Chiediamo al Parlamento di modificare profondamente il provvedimento", è l’appello rivolto alle istituzioni.




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