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Aderenza terapeutica, una criticità ancora sottovalutata: l’impegno di Servier e delle associazioni pazienti

Aziende farmaceutiche Redazione scientifica | 30/03/2026 12:01

In Italia circa il 50% dei pazienti non segue correttamente le terapie. Il tema torna al centro della Giornata Mondiale dell’Aderenza Terapeutica

Nonostante l’evoluzione delle opzioni terapeutiche in ambito cardiovascolare, l’aderenza alle cure continua ad emergere come un vero e proprio fattore di rischio “invisibile”, ma determinante quanto ipertensione, diabete e ipercolesterolemia.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Aderenza Terapeutica, promossa dalla World Heart Federation, l’attenzione si concentra su un dato consolidato: in Italia circa un paziente su due non segue correttamente le prescrizioni farmacologiche, con un trend in lieve peggioramento.

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Aderenza e rischio cardiovascolare: impatti clinici e strategie d’intervento

La scarsa aderenza terapeutica nelle patologie cardiometaboliche si traduce infatti in un aumento significativo di eventi acuti e complicanze a lungo termine.

A livello globale, le malattie cardiovascolari restano la prima causa di mortalità, con oltre 18 milioni di decessi annui, prevalentemente legati a infarto miocardico e ictus. In questo contesto, l’aderenza alle terapie rappresenta un elemento cruciale non solo per la prevenzione primaria e secondaria, ma anche per la riduzione delle ospedalizzazioni.

Le evidenze indicano che gli interventi più efficaci nel migliorare l’aderenza sono quelli multimodali, che integrano:

  • educazione terapeutica
  • semplificazione dei regimi farmacologici
  • strumenti digitali di monitoraggio
  • follow-up strutturati

Un impegno condiviso: il progetto “Aderire per Vincere” e il ruolo delle associazioni pazienti”

È proprio su questo fronte che si inserisce l’iniziativa promossa da Servier in Italia, attiva da oltre dieci anni sul tema.

In occasione della ricorrenza internazionale, l’azienda rilancia il contest “Aderire per Vincere – Insieme per lasciare il segno”, giunto alla seconda edizione. Il progetto torna su larga scala espandendosi anche alle radio e premia le migliori iniziative delle associazioni pazienti impegnate nella sensibilizzazione sull’importanza della continuità terapeutica, in particolare nelle patologie croniche.

Le associazioni rappresentano un punto di riferimento fondamentale per chi convive con una patologia cronica. Non solo offrono supporto quotidiano, ma contribuiscono a diffondere consapevolezza e a colmare il gap tra prescrizione medica e vita reale.

Tra i vincitori di quest’anno:

  • l’Associazione CardioTrapiantati Italiani (sezione Roma), premiata dal pubblico
  • l’Associazione CardioSalus, selezionata dalla giuria tecnica

L’iniziativa gode del supporto di numerose realtà scientifiche e associative, tra cui Fondazione Italiana per il Cuore e Conacuore, a testimonianza di un approccio sempre più collaborativo.

Esiti clinici e sostenibilità del sistema sanitario

Il miglioramento dell’aderenza terapeutica ha implicazioni rilevanti anche sul piano economico. In Europa, si stima che una maggiore adesione alle terapie potrebbe salvare fino a 200.000 vite ogni anno, con un impatto diretto sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.

Per il Servizio Sanitario Nazionale, ciò si traduce in una potenziale riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze delle malattie croniche, in particolare cardiovascolari.

L’aderenza terapeutica si conferma una delle principali aree di intervento per migliorare gli outcome nelle patologie cardiometaboliche.

Il tema richiede un approccio integrato che coinvolga clinici, medicina territoriale, pazienti e istituzioni, con strategie che vadano oltre la prescrizione farmacologica e puntino a una gestione più continuativa e partecipata della cura.

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