
Dopo Fimmg, interviene anche la Federazione degli Ordini. Anelli: “Riforma senza medici e cittadini”. Critiche su risorse e Case di comunità
Si allarga il fronte di opposizione alla riforma della medicina generale. Dopo la presa di posizione della Fimmg, arriva anche quella della Fnomceo, che boccia senza mezzi termini la bozza presentata dal Ministero della Salute.
"È una riforma fatta senza i medici e senza i cittadini: inefficace, inutile e dannosa", afferma il presidente Filippo Anelli. Una valutazione che alza ulteriormente il livello dello scontro, perché arriva dall’organo che rappresenta l’intera professione medica e non da una singola sigla sindacale.
Il punto politico: il ruolo del medico
Nel merito, la critica di Anelli riguarda il modello stesso di medicina generale che emergerebbe dalla riforma. "Oggi il medico di famiglia è il medico del cittadino", spiega. "Diversamente, diventerebbe il medico dell’azienda, tutelando un interesse aziendalistico".
È un passaggio chiave, perché sposta il confronto dal piano organizzativo a quello del rapporto di cura, mettendo in discussione l’impostazione di fondo del provvedimento.
Le risorse e il tema del territorio
Accanto alla critica di principio, la Fnomceo punta il dito sulla mancanza di interventi strutturali. "In questi tre anni si poteva fare tanto", osserva Anelli, indicando alcune priorità mancate: un piano straordinario per il personale, la trasformazione del corso di medicina generale in una vera specializzazione, il rafforzamento delle équipe territoriali con infermieri, psicologi e personale amministrativo.
"Il problema delle Case di comunità non sono i medici di famiglia", afferma. "Il problema è che non si è deciso quali servizi erogare e soprattutto non si sono messe le risorse".
Il tema della solitudine professionale torna come elemento centrale. "I medici di medicina generale sono ancora soli", sottolinea Anelli, indicando la mancanza di collaboratori e di supporto organizzativo. L’intervento della Fnomceo si inserisce in una fase di forte tensione sulla riforma del territorio e contribuisce a spostare il confronto su un piano più ampio, che riguarda non solo l’organizzazione del lavoro, ma il modello stesso di assistenza primaria.
Con l’allineamento tra sindacato e rappresentanza ordinistica, il confronto sulla riforma assume sempre più una dimensione politica, oltre che tecnica.
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