
Superato il tetto di 3,7 miliardi. A pesare sono ancora gli acquisti diretti ospedalieri, mentre la spesa in farmacia resta sotto controllo ma in crescita
La spesa farmaceutica continua a crescere e supera i 21 miliardi nei primi dieci mesi del 2025. Secondo il monitoraggio mensile dell’Agenzia italiana del farmaco, tra gennaio e ottobre la spesa complessiva ha raggiunto i 21,027 miliardi di euro, con uno scostamento rispetto al tetto programmato di 3,77 miliardi, pari a un aumento del 15,3%.
Un andamento che conferma una tendenza consolidata negli ultimi anni, con una pressione crescente soprattutto sul versante degli acquisti diretti da parte delle strutture sanitarie.
La spesa ospedaliera resta fuori controllo
La componente che incide maggiormente è quella relativa ai medicinali acquistati direttamente da ospedali e servizi sanitari, che ammonta a 13,6 miliardi di euro. È qui che si concentra lo sforamento più rilevante. L’incidenza sul Fondo sanitario nazionale arriva al 12,06%, ben oltre il tetto fissato all’8,3%. Il risultato è uno scostamento di 4,24 miliardi, che continua a rappresentare il principale elemento di squilibrio della spesa farmaceutica. Un dato ormai strutturale, legato in larga parte all’introduzione e alla diffusione di farmaci innovativi, spesso ad alto costo e utilizzati in ambito ospedaliero.
La spesa in farmacia cresce ma resta nei limiti
Diverso il quadro per la spesa convenzionata, cioè quella dei farmaci dispensati attraverso le farmacie territoriali. In questo caso la spesa si attesta a 7,2 miliardi, con un’incidenza del 6,39% sul Fondo sanitario nazionale.
Il dato è in crescita rispetto al 6,31% del 2024, ma rimane al di sotto del tetto del 6,8%, con un margine positivo di circa 461 milioni.
L’aumento è in parte legato alla riclassificazione di alcuni farmaci antidiabetici, in particolare le gliflozine, che stanno progressivamente passando dalla distribuzione diretta a quella convenzionata. Un cambiamento che, nel tempo, è destinato a spostare quote di spesa da un comparto all’altro senza ridurre il livello complessivo.
Differenze territoriali ancora marcate
Il monitoraggio Aifa conferma anche una forte variabilità tra le Regioni. La spesa per acquisti diretti passa dal 15,04% del Fondo sanitario nazionale in Sardegna al 10,03% della Provincia autonoma di Trento.
Differenze che riflettono modelli organizzativi diversi, oltre a fattori legati alla domanda di salute e alla gestione dei farmaci innovativi.
Una crescita che pone un problema di equilibrio
Nel complesso, i dati mostrano un sistema che continua a reggere sul piano complessivo, ma con squilibri interni sempre più evidenti tra i diversi canali di spesa.
La crescita della farmaceutica ospedaliera, in particolare, resta il punto più delicato: da un lato consente l’accesso a terapie innovative, dall’altro mette sotto pressione i meccanismi di controllo della spesa e richiede continui aggiustamenti.
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