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Cuore, dallo studio VESALIUS-CV una svolta nella prevenzione: ridotto del 36% il rischio di primo infarto

Cardiologia Annalucia Migliozzi | 08/05/2026 12:46

Ridurre il rischio di un primo infarto del 36% intervenendo precocemente sul colesterolo LDL. È questo il risultato principale dello studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026 di Rimini, che potrebbe cambiare l’approccio alla prevenzione cardiovascolare.

I dati mostrano che abbassare in modo intensivo il colesterolo “cattivo” anche nei pazienti che non hanno ancora avuto eventi cardiovascolari permette di ridurre significativamente infarto, ictus e altre complicanze maggiori.

Studio VESALIUS-CV: meno infarti grazie alla riduzione del colesterolo LDL

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Lo studio VESALIUS-CV ha coinvolto oltre 12.000 persone ad alto o altissimo rischio cardiovascolare, seguite per più di quattro anni.

I pazienti inclusi nello studio non avevano ancora avuto infarti o ictus, ma presentavano fattori di rischio importanti per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

I risultati evidenziano che:

  • la riduzione intensiva del colesterolo LDL abbassa il rischio di primo infarto del 36%;
  • diminuiscono gli eventi cardiovascolari maggiori come ictus e complicanze aterosclerotiche;
  • livelli di LDL intorno a 45 mg/dL sono associati a una protezione cardiovascolare significativa.

Evolocumab e prevenzione cardiovascolare: come funziona il farmaco

Nello studio è stato utilizzato evolocumab, anticorpo monoclonale inibitore di PCSK9, una terapia innovativa che permette di ridurre il colesterolo LDL di oltre il 50%.

Secondo gli specialisti, il farmaco consente di raggiungere livelli di colesterolo molto bassi in modo efficace e sicuro, modificando il decorso naturale della malattia cardiovascolare.

“Il dato più rilevante è la riduzione del rischio di un primo evento cardiovascolare”, spiega Claudio Bilato, vicepresidente ANMCO.

“Questo significa evitare infarti, ictus e complicanze che possono compromettere in modo permanente la qualità della vita”.

Malattie cardiovascolari prima causa di morte in Italia

Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nel nostro Paese.

Secondo i dati presentati durante il congresso ANMCO:

  • in Italia si registrano oltre 222.000 decessi l’anno per malattie del sistema circolatorio;
  • infarto e ictus rappresentano ancora le principali emergenze sanitarie;
  • molti pazienti sviluppano aterosclerosi in modo silenzioso per anni.

Per questo gli esperti sottolineano la necessità di intervenire prima che si manifesti il primo evento cardiovascolare.

Cambia il paradigma della cardiologia preventiva

Fino a oggi la pratica clinica si è concentrata soprattutto sul trattamento dopo infarto o ictus. Lo studio VESALIUS-CV suggerisce invece un approccio diverso: agire precocemente sui fattori di rischio per prevenire il danno cardiovascolare.

“Il rischio cardiovascolare si costruisce negli anni, spesso senza sintomi evidenti”, afferma Massimo Grimaldi, presidente ANMCO.

“Abbiamo una finestra temporale importante per intervenire prima che la malattia si manifesti clinicamente”.

Secondo i cardiologi, la prevenzione intensiva potrebbe rappresentare una svolta nella gestione dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

Colesterolo LDL e aterosclerosi: perché abbassarlo è fondamentale

Il colesterolo LDL è considerato uno dei principali fattori responsabili dell’aterosclerosi, il processo che porta al restringimento delle arterie e aumenta il rischio di:

  • infarto miocardico;
  • ictus cerebrale;
  • insufficienza cardiovascolare;
  • malattia vascolare periferica.

Ridurre precocemente i livelli di LDL permette quindi di rallentare la progressione della malattia e proteggere il cuore nel lungo periodo.

Prevenzione cardiovascolare sempre più personalizzata

Le nuove tecnologie diagnostiche e le terapie innovative consentono oggi ai cardiologi di costruire strategie preventive personalizzate in base al profilo di rischio del singolo paziente.

L’obiettivo è identificare tempestivamente le persone più esposte e intervenire prima della comparsa dei sintomi, riducendo mortalità e complicanze cardiovascolari.

I risultati dello studio VESALIUS-CV rafforzano così il concetto che prevenire in modo precoce e intensivo può cambiare concretamente la storia naturale delle malattie cardiovascolari.

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