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Farmaci essenziali, l’Ue accelera sulla produzione europea e sugli acquisti comuni

Accordo tra Parlamento e Consiglio sul Critical Medicines Act: più autonomia strategica e meno dipendenza da Cina e India.
Farmaci

Ridurre la dipendenza produttiva dai Paesi extra-Ue, rafforzare la capacità industriale europea e costruire una strategia comune contro le carenze di medicinali. Sono questi gli obiettivi dell’accordo provvisorio raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio sul nuovo regolamento dedicato ai farmaci critici, nell’ambito del Critical Medicines Act.

L’intesa, raggiunta nella notte tra lunedì e martedì, introduce una serie di misure pensate per aumentare la resilienza della filiera farmaceutica europea dopo anni segnati da difficoltà negli approvvigionamenti, carenze di medicinali e crescente dipendenza produttiva da Cina e India per principi attivi e produzioni strategiche. Un tema che negli ultimi anni è progressivamente uscito dall’ambito tecnico-industriale per diventare una questione di sicurezza sanitaria e geopolitica.

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Più produzione in Europa e nuovi "progetti strategici"

Tra i punti centrali dell’accordo figura la creazione di "progetti strategici" industriali sul territorio europeo, destinati a creare, modernizzare o ampliare la capacità produttiva di medicinali critici e principi attivi.

Le aziende che riceveranno sostegno finanziario europeo o nazionale dovranno però rispettare precise condizioni, tra cui l’obbligo di garantire priorità di approvvigionamento al mercato europeo.

Il regolamento punta inoltre a introdurre una logica di procurement maggiormente orientata alla sicurezza della filiera. Gli Stati membri dovranno infatti tenere conto, nelle gare pubbliche, anche della diversificazione delle fonti di approvvigionamento e della localizzazione produttiva europea.

Tra le opzioni previste, la possibilità di attribuire vantaggi competitivi alle aziende che producono in Europa una quota maggiore di medicinali critici o di principi attivi.

Acquisti comuni e coordinamento europeo

L’accordo rafforza anche gli strumenti di acquisto congiunto a livello europeo. La Commissione europea sarà obbligata ad avviare procedure comuni di procurement quando almeno cinque Stati membri ne faranno richiesta, ma potrà anche promuovere autonomamente iniziative collaborative tra Paesi.

Le nuove norme riguarderanno i medicinali inclusi nella lista europea dei farmaci critici, comprendendo antibiotici, insulina, vaccini e trattamenti per patologie croniche o rare. Alcune disposizioni saranno estese anche ai medicinali considerati di interesse comune per più Stati membri. Secondo Tomislav Sokol, eurodeputato croato del Partito popolare europeo, relatore del provvedimento sul Critical Medicines Act, l’accordo rappresenta "un passo concreto per affrontare le carenze e garantire maggiore sicurezza delle forniture".

"Con l’accordo di oggi mettiamo gli interessi dei pazienti al centro, rafforzando la resilienza europea e aumentando la competitività del settore farmaceutico", ha dichiarato.

Anche Adam Jarubas, eurodeputato polacco del Partito popolare europeo e presidente della Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo, ha sottolineato la portata strategica del provvedimento: "Il Critical Medicines Act rappresenta un tassello fondamentale della risposta europea alle carenze di medicinali e un elemento chiave della European Health Union".

Un segnale politico oltre che industriale

Il testo dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima dell’entrata in vigore definitiva. Al di là degli aspetti tecnici, l’accordo indica un cambio di approccio politico da parte delle istituzioni europee: la consapevolezza crescente che la sicurezza sanitaria non possa più essere separata dalla capacità produttiva e dall’autonomia industriale del continente.

Un orientamento che, almeno sul terreno dei farmaci essenziali, mostra un livello di convergenza strategica tra istituzioni europee che non sempre emerge con la stessa chiarezza in altri ambiti della politica comune.

Farmaci
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