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Cardiologia interventistica, a Torino il summit mondiale sulle occlusioni coronariche complesse

Cardiologia

Torino si conferma uno dei poli europei della cardiologia interventistica avanzata. La quinta edizione del congresso internazionale Turin CTO & CHIP ha portato nel capoluogo piemontese più di 500 specialisti provenienti da diversi Paesi per discutere le più recenti innovazioni nel trattamento delle occlusioni coronariche croniche e dei pazienti cardiologici complessi ad alto rischio.

L’evento, promosso da Maria Pia Hospital insieme all’Ospedale Maria Vittoria dell’ASL Città di Torino, ha acceso i riflettori sulle procedure dedicate ai pazienti con CTO (Chronic Total Occlusion) e sui casi CHIP, acronimo che identifica i pazienti complessi con indicazione clinica all’intervento coronarico ma spesso esclusi dalle strategie tradizionali.

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Il congresso rappresenta oggi uno dei principali momenti di confronto europei su queste procedure – ha spiegato Roberto Garbo, direttore del programma CTO e angioplastiche coronariche complesse del Maria Pia Hospital e co-direttore scientifico dell’evento insieme ad Andrea Gagnor –. La condivisione delle competenze e la formazione delle nuove generazioni stanno aumentando il numero di specialisti capaci di trattare pazienti particolarmente fragili e migliorare prognosi e qualità di vita”.

Uno degli aspetti centrali del meeting è stato il coinvolgimento dei giovani cardiologi interventisti. La sessione “Next Gen”, organizzata con il supporto di GISE ed EAPCI, ha coinvolto oltre 150 professionisti in formazione attraverso simulazioni pratiche, utilizzo di device innovativi e confronto diretto con operatori senior internazionali.

“L’iniziativa ha favorito un dialogo concreto tra giovani specialisti ed esperti di procedure coronariche complesse – ha commentato Alfredo Marchese, presidente GISE – con una partecipazione particolarmente elevata sia dall’Italia che dall’estero”.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai casi clinici in diretta. Durante il congresso sono state trasmesse 14 procedure live eseguite in centri italiani e internazionali, tra cui Torino, Milano, Palermo, Germania, Canada, Egitto e Regno Unito. Gli interventi hanno mostrato tecniche avanzate applicate a pazienti considerati inoperabili fino a pochi anni fa.

Tra i casi più significativi presentati al Maria Pia Hospital, quello di un paziente arrivato in shock cardiogeno con multiple occlusioni coronariche severe, trattato mediante stent di nuova generazione progettati per preservare la fisiologia vascolare. Un secondo intervento ha riguardato una donna di 68 anni già sottoposta a bypass coronarico, trattata con approccio retrogrado per riaprire la coronaria nativa dopo ripetuti fallimenti terapeutici sul bypass venoso.

Il congresso ha evidenziato come l’evoluzione delle tecnologie e delle competenze stia ampliando le possibilità terapeutiche nella cardiologia interventistica, offrendo nuove prospettive anche ai pazienti con malattia coronarica complessa e ad alto rischio clinico.

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