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Anelli: “L’indipendenza della professione medica garantisce i diritti fondamentali”

Professione Redazione politico sanitaria | 22/05/2026 11:14

FNOMCeO lancia una scuola di alta formazione su etica, equità e coesione sociale alla vigilia della Giornata della legalità.

"La legalità non coincide soltanto con il rispetto formale delle norme, ma è la capacità delle istituzioni di rendere effettivi i diritti fondamentali e tra questi diritti, la salute occupa un posto essenziale". È il messaggio lanciato dal presidente della FNOMCeO Filippo Anelli alla vigilia della Giornata della legalità del 23 maggio.

Al centro della riflessione di Anelli c’è il rapporto tra autonomia professionale, tutela dei diritti e tenuta democratica del sistema sanitario.

"L’indipendenza della professione medica non rappresenta una tutela corporativa, ma è una garanzia per i diritti della persona", afferma il presidente della Federazione degli Ordini dei medici. "Solo una professione autonoma e coerente con i principi del Codice di deontologia può assicurare che la cura resti fedele esclusivamente alla tutela della salute e della dignità umana".

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Una scuola di alta formazione per medici e odontoiatri

In occasione della Giornata della legalità, FNOMCeO annuncia anche la nascita di una nuova scuola di alta formazione rivolta a medici e odontoiatri individuati dagli Ordini professionali. L’obiettivo dichiarato è promuovere una visione della sanità come "infrastruttura pubblica di comunità", fondata su equità, coesione sociale e tutela dei diritti.

Tra le materie previste figurano etica, deontologia, legislazione ed economia sanitaria. L’iniziativa si inserisce in una linea culturale che la Federazione sta progressivamente sviluppando negli ultimi anni, nella quale il ruolo del medico viene letto non soltanto in chiave tecnico-professionale ma anche come presidio civile e democratico del sistema sanitario pubblico.

Il richiamo alla Carta di Roma

Anelli collega esplicitamente il progetto formativo alla Carta di Roma, sottoscritta lo scorso anno dalle federazioni dei medici di Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo e Grecia. Il documento richiama "la necessità di considerare la salute come investimento strategico per lo sviluppo umano, la coesione sociale e la pace".

"La Carta afferma che sistemi sanitari solidi, universali ed equi rappresentano una condizione essenziale di sicurezza collettiva e di stabilità democratica", osserva Anelli. Un passaggio che amplia il concetto stesso di sicurezza, sganciandolo dalla sola dimensione geopolitica o militare. "Perché la sicurezza non può essere ridotta alla sola dimensione militare. La vera sicurezza è sociale. È sanitaria. È costruita sulla capacità di garantire diritti, di ridurre le diseguaglianze, di prendersi cura delle persone".

Sanità e coesione democratica

Nelle parole del presidente FNOMCeO emerge anche un riferimento diretto alle criticità che attraversano oggi il SSN, dalle diseguaglianze territoriali alla carenza di personale sanitario. "Una società nella quale la cura diventa privilegio, nella quale i territori più fragili restano privi di servizi, nella quale chi cura lavora in condizioni incompatibili con sicurezza e dignità professionale rischia di indebolire la propria coesione democratica", afferma Anelli.

Il ragionamento si inserisce nel dibattito sempre più ampio sul rapporto tra sostenibilità del SSN, accesso universale alle cure e tenuta sociale del Paese. E conferma anche una linea culturale ormai ricorrente nella comunicazione della FNOMCeO: leggere la salute non soltanto come tema sanitario, ma come elemento strutturale della cittadinanza, della stabilità sociale e della qualità democratica.

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