
Un dispositivo contro le punture accidentali
Le lesioni da ago rappresentano ancora oggi uno dei principali rischi occupazionali per il personale sanitario. A livello mondiale si eseguono ogni anno miliardi di iniezioni e milioni di operatori sono esposti a punture accidentali che possono favorire la trasmissione di infezioni come epatite B, epatite C e HIV.
Per affrontare questa criticità, il gruppo di ricerca dell'ateneo bergamasco ha sviluppato una soluzione che consente di effettuare più somministrazioni utilizzando la stessa tubofiala, mantenendo l'ago esposto esclusivamente durante la fase di iniezione.
Come funziona la tecnologia
Il sistema sfrutta un meccanismo completamente meccanico basato su molle ed elementi di bloccaggio e sblocco controllati direttamente dall'operatore. Dopo ogni iniezione parziale l'ago viene automaticamente richiamato all'interno del corpo della siringa, riducendo l'esposizione accidentale.
Una volta completata la somministrazione dell'intero contenuto, il dispositivo ritrae definitivamente l'ago nella tubofiala, aumentando la sicurezza anche durante lo smaltimento e la sostituzione del materiale.
L'assenza di componenti elettronici rende inoltre il sistema facilmente sterilizzabile e potenzialmente più semplice da produrre rispetto ad altre soluzioni già disponibili.
Sicurezza e sostenibilità
Secondo i ricercatori, il progetto combina diversi vantaggi: maggiore protezione per medici e infermieri, riduzione del rischio biologico, utilizzo intuitivo e contenimento dei costi produttivi grazie al numero limitato di componenti.
Alcune parti della struttura potrebbero inoltre essere riutilizzate, contribuendo alla diminuzione dei rifiuti sanitari e migliorando la sostenibilità ambientale del dispositivo.
Un'innovazione protetta a livello europeo
Dopo il primo riconoscimento ottenuto in Italia nel 2024, l'invenzione ha ricevuto la protezione europea con effetto unitario, che garantisce la tutela del brevetto nei Paesi aderenti attraverso un'unica procedura, semplificando il percorso di valorizzazione industriale.
L'analisi dello stato dell'arte ha evidenziato come le principali innovazioni in questo settore risalissero a brevetti depositati tra gli anni Trenta e Novanta del secolo scorso, confermando il carattere innovativo della soluzione sviluppata dall'ateneo.
Verso lo sviluppo industriale
Il progetto entrerà ora nella fase di realizzazione di un prototipo funzionale e di incremento della maturità tecnologica, con l'ottimizzazione di materiali e processi produttivi.
L'Università di Bergamo è alla ricerca di aziende interessate allo sviluppo industriale della tecnologia, con possibili applicazioni in odontoiatria, chirurgia, medicina estetica, veterinaria e, più in generale, in tutti gli ambiti che prevedono la somministrazione di farmaci mediante iniezione. L'obiettivo è trasformare il brevetto in un dispositivo capace di migliorare concretamente la sicurezza delle pratiche cliniche e ridurre gli incidenti correlati all'utilizzo degli aghi.




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