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Previdenza complementare dei medici: le prestazioni

Previdenza Redazione politico sanitaria | 22/05/2026 13:44

La recente Legge di Bilancio ha cambiato le regole per chi contribuisce ai fondi pensione, rendendo molto più semplice e flessibile decidere come riavere il proprio denaro una volta terminato il lavoro.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle nuove modalità di pagamento che entreranno in vigore dal 1° luglio 2026

1. Requisiti per richiedere il pagamento.

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Per poter smettere di versare e iniziare a incassare la pensione del fondo, servono tre condizioni:

  • Aver raggiunto l’età per la pensione. Per quanto riguarda i medici dipendenti, l’età di vecchiaia è oggi di 67 anni, mentre per l’anticipata, occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 1 anno in meno per le donne. Con riferimento ai convenzionati e ai liberi professionisti, l’età per la vecchiaia è 68 anni, mentre per l’anticipata occorrono 35 anni di contributi e 62 di età;
  • Essere iscritti al fondo pensione da almeno 5 anni.
  • Per i medici dipendenti ed i convenzionati: aver effettivamente smesso di lavorare. Ovviamente si potrà continuare a svolgere la libera professione anche percependo la pensione.

2. Le opzioni classiche: la Rendita Vitalizia

È il metodo tradizionale: il fondo versa una somma ogni mese per tutta la vita. Esistono diverse varianti:

  • Semplice: la riceve solo il medico finché è in vita.
  • Reversibile: se il medico viene a mancare, la pensione passa ai suoi familiari (ovviamente in questo caso, l’importo sarà più basso, perché dovrà coprire un rischio assicurativo più ampio).
  • Certa: viene pagata per i primi 5 o 10 anni a prescindere da tutto; se il medico muore prima, va agli eredi, altrimenti continua come vitalizio.
  • Per non autosufficienza: la rata aumenta se non si è più in grado di compiere le azioni quotidiane.

Importante tenere conto del fatto che, una volta stabilita, la rata non può mai diminuire. Aumenterà ogni anno in base ai rendimenti del fondo, al netto di una piccola quota trattenuta dall'assicurazione (il cosiddetto "tasso tecnico").

3. Le nuove opzioni (dal 1° luglio 2026)

Per chi vuole gestire i propri risparmi con meno vincoli, arrivano tre nuove possibilità:

  • Rendita a tempo: Si riceve il pagamento della rata per un numero fisso di anni basato sulla propria aspettativa di vita (calcolata in base all'età).
  • Prelievi liberi: Si può decidere liberamente quanto e quando prelevare, rispettando certi limiti prefissati.
  • Pagamento a rate: Il capitale accumulato viene restituito a pezzi per un periodo di almeno 5 anni.

In questi casi, se il titolare muore, i soldi rimasti nel fondo non vanno persi ma vengono consegnati agli eredi scelti.

4. Incassare tutto (o quasi) in un colpo solo

Oltre alle rate mensili, è possibile richiedere il pagamento immediato di una somma in contanti:

  • Fino al 60%: Tutti possono chiedere di avere il 60% del totale subito e il resto a rate (prima il limite era il 50%).
  • Il 100% (Tutto subito): Si può riavere tutto il capitale in un'unica soluzione se la cifra accumulata è bassa (indicativamente sotto gli 80-100 mila euro) o se si è iscritti a un fondo pensione da prima del 28 aprile 1993.

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