
Il sistema tributario italiano riserva un trattamento di favore a chi sceglie di accantonare risparmi tramite i fondi pensione.
Il principio cardine è l’assenza di una doppia imposizione: le somme vengono tassate solo una volta nel corso della vita del fondo.
1. Agevolazioni durante la fase di versamento
Durante gli anni di attività lavorativa, l'iscritto gode di significativi risparmi sulle imposte sul reddito:
2. Tassazione dei profitti finanziari
Mentre il capitale cresce grazie agli investimenti, i rendimenti generati sono soggetti a un’imposta sostitutiva agevolata rispetto agli investimenti finanziari standard (fissati al 26%):
3. Prelievo fiscale al momento del pensionamento
Quando l'aderente decide di incassare quanto accumulato, l'imposta si applica solo sulla parte di capitale che non è stata tassata in precedenza (contributi dedotti e TFR).
4. Tassazione in caso di prelievi anticipati o riscatti
Se si rendesse necessario prelevare i fondi prima dell'età pensionabile, l'aliquota dipende dalla motivazione della richiesta:
Il sistema della previdenza complementare risulta essere sensibilmente più conveniente rispetto al mantenimento del TFR in azienda. Mentre il TFR lasciato al datore di lavoro subisce una tassazione minima del 23% (che può salire fino al 40% a seconda del reddito), i fondi pensione permettono di stabilizzare il carico fiscale su livelli molto più contenuti, specialmente per chi mantiene l'iscrizione per un lungo periodo.
Riguardo alla scelta della prestazione più opportuna, laddove si vogliano massimizzare i benefici economici e non si abbiano specifiche esigenze immediate, sembra estremamente interessante (dato il mantenimento del massimo vantaggio fiscale) l’opzione del misto fra il 60% del capitale ed il 40% della rendita; per quest’ultima, si potrebbe valutare la recente opzione della rendita vitalizia a durata definita (legata all’aspettativa di vita al momento del pensionamento, con devoluzione agli eredi del montante residuo in caso di premorienza), oppure anche la rendita vitalizia a durata certa (cinque o dieci anni), che si trasforma in vitalizio illimitato in caso di sopravvivenza oltre il termine fissato.
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