
Tutti i lavoratori in questi anni hanno acquisito coscienza del fatto che nel tempo la loro pensione obbligatoria potrebbe non essere sufficiente a garantire loro il mantenimento del loro attuale tenore di vita. È quindi opportuno costruirsi una pensione di scorta, la cosiddetta pensione complementare, attraverso un gestore privato oppure uno specifico Fondo di categoria, con dei versamenti aggiuntivi personalizzati.
Per i medici e gli odontoiatri, i Fondi pensione in campo sono sostanzialmente due: il Fondo Perseo Sirio per i dipendenti e FondoSanità per i liberi professionisti.
Per il personale sanitario del comparto pubblico aderente al fondo pensione negoziale Perseo Sirio, il versamento utile per la pensione aggiuntiva è dato dal conferimento del TFR. Il datore di lavoro (azienda sanitaria/ospedaliera) versa un contributo aggiuntivo pari all'1% della retribuzione utile al calcolo del TFR.
Nel caso di FondoSanità, rivolto principalmente ai liberi professionisti, non si può parlare di TFR al quale essi non hanno diritto. La contribuzione a FondoSanità è libera, volontaria e personalizzabile, senza importi fissi obbligatori stabiliti dal fondo, permettendo ai lavoratori di decidere quanto e quando versare per costruire la propria rendita. I versamenti possono essere effettuati in un'unica soluzione o in due rate (30 giugno e 30 novembre).
Sull’adesione ed il versamento al Fondo Pensione è intervenuta la Legge di Bilancio 2026, con nuove disposizioni non ancora del tutto chiare, che entreranno in vigore dal 1° luglio 2026.
Innanzitutto, per quanto riguarda i medici dipendenti di prima assunzione, se essi non effettueranno una scelta diversa, entro 60 giorni dall'assunzione verranno iscritti automaticamente al fondo pensione di categoria, cioè al Fondo Perseo Sirio. In questo caso, nel fondo confluiranno tutto il TFR, la quota versata dall'azienda e il contributo personale, secondo le percentuali fissate dai contratti collettivi.
Se però, sempre entro 60 giorni dall’assunzione, si effettua una scelta espressa in favore del Fondo di categoria, si seguiranno le disposizioni del contratto, che potrebbero ad esempio prevedere un versamento parziale del TFR al fondo e quindi la conservazione di una parte dello stesso TFR.
Sempre entro 60 giorni dall'assunzione, il medico può rifiutare l'adesione automatica a Perseo Sirio e decidere dove destinare il proprio TFR: può trasferirlo in un altro fondo pensione oppure lasciarlo in azienda. Anche se sceglie inizialmente di lasciarlo al datore di lavoro, il dipendente può cambiare idea in qualsiasi momento, decidendo in seguito di iscriversi a un fondo e versarvi le quote future.
In generale, i fondi offrono la possibilità di destinare i risparmi verso quelle forme di investimento più in linea con il proprio livello di propensione al rischio: si può quindi scegliere tra linee di investimento azionarie, obbligazionarie, bilanciate e garantite.
Ebbene, sempre dal 1° luglio 2026, cambia anche la strategia di investimento per il TFR versato automaticamente. Mentre in passato queste somme finivano in comparti garantiti (sicuri ma con rendimenti bassi), le nuove regole puntano su una gestione più dinamica. L'investimento segue ora un modello life cycle: la strategia si adatta all'età del lavoratore, diventando più prudente man mano che ci si avvicina alla pensione, così da bilanciare meglio rischi e guadagni nel tempo.
Infine, la nuova Legge di Bilancio introduce una interessante novità sulla libertà di movimento: dopo soli due anni di permanenza in un fondo, gli iscritti hanno ora la facoltà di trasferire la propria posizione individuale verso un'altra forma pensionistica. Si pensi ad esempio ad un medico che aveva sottoscritto un fondo pensione presso la propria banca: oggi, scoraggiato dallo scarso rendimento ovvero (come spesso avviene) dagli elevati costi di gestione, vuole aderire al Fondo di categoria (Perseo Sirio o FondoSanità) dove questi costi sono decisamente inferiori. Ebbene, lo spostamento sarà molto più agevole.
Il vero cambiamento rispetto al passato risiede nella portabilità dei benefici. Chi decide di cambiare fondo non dovrà più temere di perdere il contributo economico a carico del datore di lavoro o il versamento del TFR maturando. La riforma elimina infatti i vecchi vincoli imposti dai contratti collettivi, garantendo che i bonus aziendali seguano il lavoratore nella sua nuova scelta. Grazie a queste nuove regole, i risparmiatori possono gestire il proprio futuro previdenziale con maggiore flessibilità, potendo scegliere le soluzioni più redditizie senza rinunciare ai vantaggi economici maturati.
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