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L’andamento degli iscritti all’ENPAM e della spesa pensionistica

Previdenza Lucia Oggianu | 19/06/2026 16:26

L’ultimo bilancio consuntivo ENPAM 2025 propone interessanti considerazioni sull’andamento degli iscritti alla Fondazione e sulla spesa pensionistica.

Da qualche anno si sta assistendo ad una diminuzione della platea degli iscritti alle gestioni della Medicina Generale e della Specialistica Ambulatoriale, è la conseguenza dell'elevato numero dei nuovi pensionamenti che non viene compensato da quello dei nuovi iscritti.

Inoltre, a conferma della progressiva femminilizzazione della professione medica, i dati evidenziano che a partire dal 2023 il numero delle iscritte donne alla Quota A (la gestione cui sono iscritti obbligatoriamente tutti i medici e gli odontoiatri presenti nell’Albo sino ai 68 anni di età) ha superato quello degli uomini. Nel 2025 le iscritte donne sono state 189.802, a fronte dei 173.182 uomini. Dal 2017 sono inclusi anche gli studenti del quinto e sesto anno del corso di laurea, che hanno fatto domanda di iscrizione anticipata.

Anche tra i nuovi iscritti il numero delle donne è superiore rispetto a quello degli uomini: nel 2025, 8.595 contro 5.651. Va ricordato che dal 2020, a fronte dell’emergenza Covid, è stato abolito l’esame di abilitazione alla professione medica.

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A proposito di studenti universitari non ancora laureati, a dicembre 2025 quelli iscritti all’ENPAM erano 8.466, 5.252 femmine (il 62% del totale) e 3.214 maschi (il 38%). Dal 2017 sino a fine 2025 si sono iscritti all’ENPAM 30.243 studenti.

Sempre guardando alla Quota A, mentre aumentano gli iscritti più giovani, scende però il numero di quelli con più di 40 anni che versano il contributo di importo maggiore. Confrontando il numero degli iscritti con meno di 65 anni nel 2015 e nel 2025, la platea è diminuita di 34.764 iscritti, passando da 343.650 a 308.886 iscritti.

Cambiando argomento, la spesa per pensioni dell’ENPAM (ordinarie, di inabilità, a familiari superstiti e integrazione al minimo) nel 2025 è stata di € 3.909.992.994 euro. Questo importo è risultato inferiore sia rispetto a quanto indicato nel bilancio preventivo (di circa 220 milioni), sia rispetto a quanto indicato nell’ultimo bilancio tecnico attuariale della Fondazione redatto al 31 dicembre 2023 (di circa 105 milioni).

La spesa per pensioni ordinarie del 2025 (pari a circa 3,185 miliardi di euro) risente fortemente dell’andamento demografico italiano caratterizzato da un forte invecchiamento della popolazione, con evidenti ricadute sul sistema pensionistico anche dell’ENPAM. Inoltre, per la categoria medica si evidenzia negli anni una maggiore concentrazione dei flussi di uscita a partire dal raggiungimento dei requisito di vecchiaia: in sostanza, al compimento dei 68 anni i medici convenzionati vanno in pensione in numero maggiore rispetto ai colleghi che scelgono di proseguire l’attività (attualmente anche fino a 73 anni).

La combinazione di queste dinamiche determina l’effetto della cosiddetta gobba pensionistica, cioè un picco temporaneo nei flussi di pensionamento, con impatto diretto sull’andamento della spesa per prestazioni nel breve e nel medio periodo.

Dall’analisi dei dati, appare chiaramente la crescita esponenziale del numero delle nuove pensioni ordinarie nell’ultimo decennio. In particolare, dal 2022 si registrano ogni anno oltre 27.000 nuove pensioni. Nel 2016 erano 11.133; nel 2025 sono state 27.759, con un incremento del 149%. Continua a crescere anche il numero delle pensioni ordinarie in erogazione, passate dalle 116.403 del 2016 alle 272.162 del 2025, con un incremento del 134% (il 9% in più solo nello scorso anno).

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