
Il 12 giugno manifestazione a Roma contro la proposta di riforma previdenziale dell'Enpap. Al centro della protesta l'aumento dell'aliquota contributiva dal 12% al 19%.
Per la prima volta gli psicologi italiani si preparano a scendere in piazza per contestare una riforma previdenziale che, secondo i promotori della protesta, rischia di incidere pesantemente sui redditi della categoria. L'appuntamento è fissato per il 12 giugno a Roma, davanti alle sedi del Ministero dell'Economia e del Ministero del Lavoro, chiamati a esprimersi sulla delibera approvata dall'Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi (Enpap).
La mobilitazione, denominata "Manifestazione degli Inginocchiati", nasce dalla contestazione della proposta che prevede un incremento graduale dei contributi soggettivi e un aumento immediato di quelli integrativi. Secondo i promotori, l'intervento porterebbe l'aliquota contributiva complessiva dall'attuale 12% al 19%.
"Questa riforma non tutela il nostro futuro, ma distrugge il nostro presente", afferma Mauro Grimoldi, tra gli organizzatori dell'iniziativa. "Parliamo di una categoria che presenta già oggi redditi medi tra i più bassi tra le professioni ordinistiche e che rischia di subire un ulteriore impoverimento".
La contestazione degli psicologi
Secondo quanto riferito dai promotori della protesta, il piano approvato dal Consiglio di amministrazione dell'Enpap prevede un aumento progressivo dell'aliquota soggettiva fino al 15% nell'arco di cinque anni, a partire dal 2027, accompagnato dall'incremento dell'aliquota integrativa al 4%.
Per i professionisti contrari alla riforma si tratterebbe di un aggravio difficilmente sostenibile per una categoria che, soprattutto tra i giovani e nelle fasi iniziali della carriera, presenta spesso livelli reddituali contenuti.
Tra le preoccupazioni espresse vi sono il rischio di una riduzione del reddito disponibile, l'aumento del lavoro non regolare e la possibile uscita dalla professione di una parte degli iscritti. Gli organizzatori hanno inoltre inviato una richiesta ai ministeri competenti affinché non venga approvata la delibera.
La questione della sostenibilità previdenziale
Al di là della protesta, la vicenda richiama un tema che interessa molte professioni ordinistiche: il difficile equilibrio tra sostenibilità dei sistemi previdenziali e capacità contributiva degli iscritti.
L'obiettivo degli interventi di questo tipo è quello di rafforzare gli equilibri previdenziali nel lungo periodo e garantire prestazioni pensionistiche adeguate alle future generazioni di professionisti. Tuttavia, quando tali misure coinvolgono categorie caratterizzate da redditi medi relativamente bassi, il confronto tra esigenze previdenziali e sostenibilità economica immediata tende inevitabilmente ad accentuarsi.
Nel caso degli psicologi, il tema assume una rilevanza particolare anche alla luce della crescente domanda di supporto psicologico registrata negli ultimi anni. Proprio questo aspetto viene richiamato dai promotori della manifestazione, che giudicano contraddittorio aumentare il peso contributivo su una professione chiamata a rispondere a bisogni di salute mentale sempre più diffusi nella popolazione.
Una protesta simbolica davanti ai ministeri
La manifestazione del 12 giugno prevede un gesto simbolico: gli psicologi partecipanti si inginocchieranno per un minuto davanti alle sedi ministeriali per rappresentare l'impatto che la riforma avrebbe sulla categoria. È prevista inoltre la distribuzione di fazzoletti ai cittadini con lo slogan "Senza psicologi non ci resta che piangere".
Al di là delle modalità della protesta, la vicenda apre un confronto destinato a proseguire nelle prossime settimane e che riguarda non soltanto il futuro previdenziale degli psicologi, ma più in generale il rapporto tra sostenibilità degli enti professionali e condizioni economiche delle categorie che essi rappresentano.
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