
Ci sono iniziative che nascono per premiare e iniziative che, quasi senza accorgersene, finiscono per diventare qualcosa di diverso. Credo che, dopo dieci anni, il Premio Eccellenze per la Comunicazione Medico Scientifica e la Centralità del Paziente appartenga a questa seconda categoria.
Quando, insieme all'Osservatorio Comunicazione Medico Scientifica (OCMS), iniziammo a immaginare questo progetto, l'obiettivo era certamente valorizzare le migliori esperienze di comunicazione in ambito sanitario; ma, probabilmente, non avevamo ancora pienamente compreso che stavamo costruendo uno dei più grandi osservatori italiani sull'evoluzione della comunicazione in salute. A distanza di un decennio, guardando il percorso compiuto, credo che sia proprio questa la dimensione più interessante del Premio.
In questi anni abbiamo assistito a una trasformazione profonda dell'intero ecosistema sanitario. È cambiato il ruolo del medico, è cambiato il ruolo del paziente, è cambiato il ruolo delle aziende farmaceutiche, è cambiato il ruolo delle istituzioni. Sono cambiati i canali, le tecnologie, i linguaggi, i comportamenti e perfino le aspettative reciproche tra tutti gli attori che operano nel mondo della salute.
Ma soprattutto è cambiata la consapevolezza di un principio che oggi appare quasi ovvio, mentre dieci anni fa lo era molto meno: la comunicazione non è un elemento accessorio della cura, non è un'attività collaterale rispetto alla ricerca, alla diagnosi o alla terapia; la comunicazione è parte integrante del processo di salute.
Dietro una diagnosi precoce e corretta c'è quasi sempre una corretta informazione. Dietro una buona aderenza terapeutica c'è sempre una relazione efficace tra professionisti e pazienti. Dietro la capacità di riconoscere una malattia rara, di affrontare una patologia cronica o di aderire a un programma di prevenzione, esiste sempre un percorso di comunicazione che ha funzionato.
Forse è anche per questo che ho sempre considerato il marketing, quando applicato correttamente alla salute, come qualcosa di molto diverso dalla semplice promozione di un prodotto. Il marketing, nella sua accezione più autentica, nasce per comprendere bisogni, costruire relazioni, generare valore e favorire comportamenti positivi. Ci credo veramente.
Nel settore sanitario questo significa aiutare le persone a conoscere meglio le patologie, facilitare il dialogo tra medico e paziente, sostenere percorsi di cura più efficaci e contribuire, indirettamente ma concretamente, al miglioramento degli esiti di salute. È una visione che ha accompagnato tutto il percorso del Premio.
Anno dopo anno abbiamo raccolto una quantità crescente di informazioni, esperienze, progetti e punti di vista. Nell'edizione 2026 sono state analizzate oltre 210.000 osservazioni provenienti da circa 25.000 medici, attraverso un processo che combina il contributo umano e le più avanzate tecnologie di analisi basate sull'intelligenza artificiale. Non si tratta semplicemente di numeri; si tratta di migliaia di riflessioni spontanee, commenti, segnalazioni e ricordi che i medici condividono liberamente e che ci permettono di comprendere cosa lasci realmente un segno nella loro pratica professionale.
In un certo senso, il Premio non misura soltanto quali progetti siano stati apprezzati: misura come evolve il rapporto tra comunicazione e salute nel nostro Paese.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una straordinaria rete di persone e organizzazioni che hanno scelto di accompagnarci lungo questo percorso. Penso ai membri del Board, composto da professionisti provenienti da mondi diversi ma complementari: società scientifiche, università, associazioni di pazienti, giornalismo sanitario, istituzioni, psicologia, medical humanities, divulgazione scientifica. Personalità come Filippo Anelli, Massimo Andreoni, Rossana Berardi, Annamaria Colao, Claudio Cricelli, Guendalina Graffigna, Annalisa Scopinaro, Domenica Taruscio e tutti gli altri componenti del Board rappresentano competenze, sensibilità ed esperienze che hanno contribuito a rendere il Premio credibile, autorevole e realmente multidisciplinare.
Allo stesso modo, i patrocini che accompagnano questa decima edizione raccontano molto del percorso compiuto. Il sostegno di FNOMCeO, SIMG, Farmindustria, Cittadinanzattiva, UNIAMO, FAND, APMARR, BioPharma Network, PharmaNet e delle altre organizzazioni che hanno scelto di affiancarci non rappresenta soltanto un riconoscimento istituzionale; rappresenta la consapevolezza condivisa che la qualità della comunicazione sia oggi una componente essenziale della qualità delle cure.
Anche la partecipazione delle aziende testimonia questa evoluzione. Per l'edizione 2026 sono stati candidati 148 progetti, dai quali sono emerse 466 nomination nelle diverse categorie del Premio. Numeri importanti, che raccontano un settore vivo, dinamico e sempre più impegnato nella costruzione di iniziative capaci di creare valore per medici, pazienti e cittadini.
Tra pochi giorni ci ritroveremo a Roma, nella splendida cornice del MAXXI, per celebrare la decima edizione del Premio. Sarà certamente un momento di festa; sarà l'occasione per riconoscere il lavoro, l'impegno e la creatività di chi ha contribuito a realizzare progetti di valore. Ma sarà anche qualcosa di più. Sarà il momento per guardare insieme a un percorso iniziato dieci anni fa e che continua ancora oggi a crescere grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, associazioni di pazienti, istituzioni, università, aziende e comunicatori.
Perché, in fondo, il vero risultato di questi dieci anni non è rappresentato soltanto dai progetti premiati. È aver contribuito a costruire una comunità di persone convinte che una comunicazione migliore possa generare una salute migliore.
E forse è proprio questa la lezione più importante che il Premio ci ha insegnato: quando la comunicazione smette di essere un semplice strumento e diventa una responsabilità condivisa, allora può trasformarsi in uno straordinario motore di cambiamento per l'intero sistema salute.
Qui il link per richiedere l’iscrizione all’evento (posti limitati).
Salvatore Ruggiero
Presidente OCMS – Osservatorio Comunicazione Medico Scientifica
Membri del Board
Patrocini
Attività agonistica, non agonistica e amatoriale seguono regole diverse. Per il MMG è importante conoscere limiti, obblighi e responsabilità di una delle certificazioni più richieste nella pratica quotidiana.
Dalle richieste di retrodatazione alle domande presentate da familiari o terzi. Alcune delle situazioni che più frequentemente espongono il medico a tensioni con i pazienti e che richiedono particolare attenzione.
Ogni certificato produce effetti nei confronti di pazienti, datori di lavoro, enti pubblici e assicurazioni. Per questo motivo il medico risponde personalmente delle attestazioni contenute nel documento.
Una recente ordinanza della Suprema Corte ribadisce il valore probatorio della certificazione medica. Per mettere in discussione una diagnosi servono adeguati accertamenti tecnici.
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