
Analizziamo innanzitutto nello specifico le Gestioni dei medici di medicina generale e degli Specialisti Ambulatoriali.
Queste hanno infatti un peso maggiore sulla spesa per pensioni ordinarie rispetto alle altre gestioni della Fondazione.
Per la Medicina Generale, il numero delle nuove pensioni ordinarie si è stabilizzato (4.644 nel 2025, a fronte delle 4.592 del 2024). Tuttavia resta ancora elevato e continua ad avere un peso rilevante sulle uscite previdenziali: nel 2016 le nuove pensioni erano 1.420, e quindi, confrontandole con i numeri attuali, in dieci anni si registra un aumento del 227%.
Nella Specialistica Ambulatoriale le nuove pensioni ordinarie continuano a crescere: nel 2025 sono state 2.315, con un aumento del 314% rispetto ai numeri del 2016, quando erano solo 559.
L’età media dei nuovi pensionati per le Gestioni dei medici di medicina generale e degli Specialisti Ambulatoriali è vicina, o anche superiore, all’età di vecchiaia di 68 anni attualmente in vigore: i pensionamenti anticipati sono quindi più che compensati da quelli di vecchiaia.
Sono in crescita anche i pensionati in cumulo e totalizzazione, gli istituti che consentono di mettere insieme tutti i periodi non coincidenti accreditati presso le diverse gestioni previdenziali per ottenere un’unica pensione erogata. Nel 2025 erano 9.393, in aumento del 21% rispetto ai 7.788 del 2024.
Interessanti anche i dati relativi all’indennità per inabilità temporanea della Quota B. Si tratta di una tutela previdenziale per tutti gli iscritti alla Quota B dell’Enpam (liberi professionisti) in caso di malattia e infortunio, che comportino una inabilità temporanea e assoluta all’esercizio della professione. Nel 2025 sono state liquidate 2.044 prestazioni, per un importo vicino ai 6 milioni e 130mila euro.
Il medesimo istituto, declinato però in favore degli iscritti convenzionati e accreditati, ha prodotto nel 2025 ben 3.219 prestazioni, per un importo di oltre 17,5 milioni di euro.
Confrontando i dati relativi ai medici attivi ed ai pensionati nel 2025, cioè da una parte la platea degli iscritti ancora in attività, e dall’altra quella degli attuali pensionati ordinari e di inabilità assoluta e permanente, emerge che i babyboomers, cioè i nati dal 1950 al 1964 sono molto numerosi. Questo dato si riflette sulla platea dei pensionati di oggi e causa una spesa per pensioni molto elevata.
Nel dettaglio, per la medicina generale il pensionamento degli iscritti più anziani sta gradualmente favorendo l’ingresso di un maggior numero di medici più giovani, per quanto ancora insufficienti per le esigenze nazionali; nella specialistica ambulatoriale, invece, ad un gran numero di pensionati si contrappone una quantità consistente di medici anziani ancora in attività che, presumibilmente, a breve, presenteranno domanda di pensione. Per la Quota B, infine, salta all’occhio il gran numero di pensionati tuttora in attività, che quindi versano ancora i contributi alla gestione.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.
Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.
Lorem Ipsum dolor sit amet
Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.