
Tra promesse di dimagrimento e controllo della glicemia, il digiuno intermittente divide gli esperti e richiede prudenza soprattutto in presenza di terapie.
Cos’è e come funziona
Si tratta di un approccio che alterna periodi in cui si mangia ad altri in cui si riduce o si sospende l’assunzione di cibo. Non è una dieta in senso tradizionale, ma un modo diverso di organizzare i pasti. Il suo successo deriva soprattutto dall’idea che possa aiutare a dimagrire e migliorare la salute metabolica. Ma quando entra in gioco il diabete, il discorso cambia. Come ricordano gli esperti, "le persone con diabete hanno un metabolismo degli zuccheri alterato". Questo significa che il corpo non riesce a gestire correttamente la glicemia e ogni modifica nelle abitudini alimentari deve essere valutata con attenzione.
Diabete di tipo 1 e tipo 2: due situazioni molto diverse
Per capire se il digiuno intermittente sia adatto, bisogna distinguere tra le diverse forme di diabete.
Nel diabete di tipo 1, il problema principale è la mancanza di insulina. In questo caso, il digiuno può essere particolarmente rischioso poiché "può scatenare crisi ipoglicemiche che possono portare anche a perdita di coscienza e convulsioni".
Nel diabete di tipo 2, invece, l’insulina c’è ma funziona in maniera meno efficiente. Qui il rapporto con il digiuno è più sfumato. Spesso il problema è legato anche a sovrappeso e stile di vita e la perdita di peso può migliorare il controllo della glicemia.
Può davvero essere utile nel diabete di tipo 2?
In certi casi, sì — ma con molte riserve. Se il digiuno intermittente contribuisce a ridurre il peso, può avere ricadute positive sulla glicemia. "Perdere peso è un obiettivo importante, che spesso aiuta a migliorare il controllo della glicemia e talvolta consente di fare a meno dei farmaci", ricordano gli esperti. Tuttavia, non esistono prove che questa pratica sia una cura per il diabete. Può essere uno strumento da valutare, ma non una soluzione miracolosa.
I rischi da non sottovalutare
Il principale problema è che il digiuno modifica in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue. Nelle persone con diabete, soprattutto se in terapia, questo può portare a:
Per questo motivo "occorre monitorare con attenzione la glicemia per evitare il rischio di un eccessivo calo degli zuccheri o di picchi iperglicemici reattivi".
Mai improvvisare
Il digiuno intermittente non va mai iniziato in autonomia. Anche quando viene preso in considerazione, deve essere sempre condiviso con uno specialista perché la scelta di digiunare "deve essere soppesata e concordata con molta attenzione insieme ai propri specialisti". E questo vale ancora di più per chi assume insulina o altri farmaci che influenzano la glicemia.
Uno strumento da valutare caso per caso
Il digiuno intermittente non è né da demonizzare né da idealizzare ma quel che è certo è che non può in nessun caso essere considerata una cura per il diabete. Può avere qualche beneficio in situazioni specifiche ma può anche comportare rischi concreti se non gestito in modo corretto. Può sembrare una strada interessante, ma richiede prudenza. Ogni scelta, dunque, deve essere personalizzata con il supporto medico, tenendo conto della storia clinica, delle terapie e dello stile di vita.
Bibliografia
Villa R. Il digiuno intermittente fa bene ai diabetici? Dottore, ma è vero? 13 novembre 2023.
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