
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sull’equipollenza dei titoli. Si chiude l’iter iniziato con la legge 3 del 2018.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto relativo all’equipollenza dei titoli pregressi, si completa il percorso normativo che porta l’osteopatia all’interno delle professioni sanitarie riconosciute dal Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento rappresenta l’ultimo tassello attuativo della legge 3 del 2018, che aveva istituito la professione sanitaria dell’osteopata.
A sottolinearne la portata è Mauro Longobardi, presidente del Registro Osteopati d’Italia. "Oggi celebriamo un momento che resterà inciso nella storia della nostra professione", afferma Longobardi. "La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto attuativo rappresenta molto più di un passaggio legislativo: è il compimento di un percorso, il riconoscimento di una storia fatta di professionisti, la consacrazione di un impegno collettivo".
Un percorso iniziato nel 2018
L’iter normativo che ha portato al riconoscimento dell’osteopatia si è sviluppato attraverso diversi passaggi legislativi e regolatori. La legge 3 del 2018 ha istituito formalmente la professione sanitaria dell’osteopata. Successivamente il DPR 131 del 2021 ha recepito l’Accordo Stato-Regioni definendo il profilo professionale e le competenze della figura.
Nel 2023 un decreto interministeriale ha disciplinato l’ordinamento didattico del corso di laurea in Osteopatia, introducendo il percorso universitario abilitante. Con il Dpcm pubblicato il 22 maggio 2026 vengono ora definiti i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza professionale maturata dagli osteopati già attivi.
Longobardi ricorda inoltre come il percorso di regolamentazione sia iniziato già nel 2014, con un’audizione presso la Commissione Sanità del Senato allora presieduta dalla senatrice Emilia De Biasi.
L’ingresso negli Ordini professionali
Sul riconoscimento della professione interviene anche Diego Catania, presidente della FNO TSRM e PSTRP. "Siamo pronti ad accogliere gli Osteopati nei nostri Ordini", afferma Catania, parlando di "un importante riconoscimento per molti professionisti che hanno costruito competenze e atteso con pazienza che venissero riconosciute".
L’ingresso dell’osteopatia nel sistema ordinistico sanitario rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del percorso di istituzionalizzazione della professione.
Il dibattito scientifico resta aperto
Il riconoscimento normativo dell’osteopatia non chiude tuttavia il dibattito scientifico che accompagna da anni questa disciplina. Una parte del mondo medico e accademico continua infatti a considerare l’osteopatia una pratica con evidenze cliniche limitate o eterogenee, soprattutto rispetto ad alcune indicazioni terapeutiche storicamente rivendicate dalla disciplina.
Altri settori sanitari, invece, sottolineano il crescente utilizzo dell’osteopatia nella gestione di problematiche muscolo-scheletriche e riabilitative, oltre alla necessità di regolamentare un’attività professionale già ampiamente diffusa sul territorio. Proprio questo equilibrio tra riconoscimento professionale, regolazione pubblica e dibattito sulle evidenze scientifiche continuerà probabilmente a caratterizzare anche la fase successiva all’ingresso formale dell’osteopatia nel SSN.
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