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Diabete, FAND replica a Decaro: “Le cure innovative non pesano sui conti, evitano complicanze e ricoveri”

Diabetologia Annalucia Migliozzi | 19/05/2026 19:16

L’associazione dei pazienti diabetici interviene sul dibattito aperto in Puglia dopo le dichiarazioni del governatore Antonio Decaro sulle gliflozine. “La gestione del diabete non può essere letta solo come voce di spesa”, sottolinea la presidente Manuela Bertaggia.

La terapia del diabete non deve essere considerata un costo per il sistema sanitario, ma un investimento capace di ridurre complicanze, ospedalizzazioni e spese future. È la posizione espressa da FAND - Associazione Italiana Diabetici dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che aveva indicato le gliflozine tra le principali voci di incremento della spesa farmaceutica regionale.

A intervenire è Manuela Bertaggia, presidente dell’associazione, che richiama l’attenzione sul valore clinico e sociale della continuità terapeutica per le persone con diabete. “Parlare esclusivamente di costi rischia di attribuire alla cura del diabete il peso economico della sanità pubblica”, osserva Bertaggia, ricordando come in Puglia convivano con la malattia circa 300mila cittadini.

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Secondo FAND, i farmaci innovativi della classe delle gliflozine rappresentano oggi uno strumento importante non solo per il controllo glicemico, ma anche per la prevenzione di eventi cardiovascolari e danni renali, due delle complicanze più frequenti e onerose associate al diabete. Un approccio terapeutico efficace, sottolinea l’associazione, può tradursi nel tempo in una riduzione dei ricoveri e delle spese assistenziali.

L’associazione evidenzia inoltre il rischio che eventuali ostacoli nell’accesso alle cure possano ampliare le disuguaglianze sanitarie. “Per chi convive con una patologia cronica, poter accedere facilmente alle terapie significa mantenere autonomia, sicurezza e qualità della vita”, spiega Bertaggia. Al contrario, procedure più complesse o limitazioni distributive potrebbero compromettere l’aderenza terapeutica.

Nel mirino anche le valutazioni economiche legate alla possibile riclassificazione di alcuni farmaci antidiabetici nelle farmacie territoriali. Secondo FAND, concentrarsi esclusivamente sull’impatto finanziario immediato rischia di trascurare i benefici clinici e organizzativi di una maggiore prossimità delle cure.

L’associazione sostiene quindi le iniziative finalizzate a semplificare l’accesso ai trattamenti sul territorio, citando il lavoro del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato come un esempio di intervento orientato a migliorare l’aderenza terapeutica e la prevenzione delle complicanze.

FAND richiama infine l’attenzione sul ritardo della Puglia nella distribuzione dei sensori glicemici ai pazienti con diabete di tipo 2. Nonostante le recenti raccomandazioni delle società scientifiche SID e AMD, la regione sarebbe ancora tra le ultime in Italia nell’implementazione di questi dispositivi.

Per l’associazione, la gestione delle cronicità richiede una programmazione sanitaria di lungo periodo, capace di mettere al centro i bisogni delle persone e non soltanto l’equilibrio dei bilanci regionali.

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