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Farmacia dei servizi, perché la FOFI pubblica un manuale operativo dopo vent'anni di sperimentazione

Dal CUP alla telemedicina, dalle vaccinazioni alla presa in carico della cronicità: il documento vuole uniformare l'erogazione dei servizi nelle circa 20 mila farmacie italiane.
Farmacia

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) ha presentato il nuovo "Manuale operativo per l'erogazione dei servizi in farmacia", uno strumento pensato per accompagnare i professionisti nell'organizzazione e nella gestione delle attività che rientrano nella cosiddetta farmacia dei servizi.

L'iniziativa arriva in un momento particolare. Dopo oltre vent'anni di evoluzione normativa e sperimentazioni territoriali, il modello della farmacia dei servizi è ormai una realtà consolidata in molte aree del Paese. Allo stesso tempo, però, persistono differenze organizzative e operative che rendono disomogenea l'offerta ai cittadini. Secondo i dati presentati dalla FOFI, nel 2024 i cittadini hanno effettuato oltre 700 milioni di accessi nelle circa 20 mila farmacie italiane per ottenere farmaci, consulenze o prestazioni sanitarie.

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Verso una definizione univoca di farmacia dei servizi

L'espressione farmacia dei servizi indica il progressivo ampliamento delle attività svolte dalle farmacie territoriali oltre la tradizionale dispensazione dei medicinali. Negli anni si sono aggiunti servizi di prenotazione CUP, campagne di screening, vaccinazioni, attività di telemedicina, monitoraggio di parametri clinici e iniziative rivolte ai pazienti cronici.

L'obiettivo è utilizzare la capillarità della rete delle farmacie per rendere più accessibili alcuni servizi sanitari, soprattutto sul territorio.

Dal presidio isolato alla rete territoriale

Uno degli aspetti più significativi del documento riguarda il ruolo che le farmacie sono chiamate a svolgere all'interno della sanità territoriale. La visione proposta non è quella di una farmacia che opera autonomamente, ma di un soggetto inserito in una rete che comprende medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti, infermieri di comunità e strutture sanitarie locali.

Si tratta di un'impostazione che richiama direttamente gli obiettivi del DM 77, il provvedimento che ha ridisegnato l'assistenza territoriale nell'ambito della Missione Salute del PNRR. In questa prospettiva la farmacia viene considerata uno dei punti di accesso ai servizi sanitari presenti sul territorio, con funzioni di orientamento, supporto e collegamento con gli altri professionisti.

Telemedicina e cronicità tra le aree in crescita

Tra i servizi che stanno registrando la maggiore diffusione figura la telemedicina. Secondo quanto riportato dalla FOFI, circa 8.000 farmacie offrono già prestazioni di telemedicina, in particolare nell'ambito della telecardiologia e del monitoraggio a distanza.

Accanto a queste attività cresce anche il coinvolgimento delle farmacie nei percorsi dedicati ai pazienti cronici, un ambito destinato ad assumere un peso crescente in un Paese caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dall'aumento delle patologie di lunga durata.

Perché serve un manuale

Proprio l'ampliamento delle attività rende necessaria una maggiore standardizzazione. Il manuale affronta aspetti organizzativi, tecnologici, gestionali e relazionali con l'obiettivo di fornire indicazioni comuni ai professionisti e contribuire a garantire livelli di qualità omogenei sul territorio nazionale. La pubblicazione rappresenta quindi un passaggio che segna il passaggio da una fase prevalentemente sperimentale a una fase di consolidamento del modello.

La questione che resta aperta - e che sarà motivo di ulteriori discussioni - riguarda il ruolo che la farmacia dei servizi sarà chiamata a svolgere nei prossimi anni all'interno della nuova organizzazione dell'assistenza territoriale e il modo in cui si integrerà con gli altri professionisti coinvolti nella presa in carico dei cittadini.

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