
Secondo ENPAF, la sostenibilità della previdenza dei farmacisti non può essere valutata esclusivamente attraverso parametri economici e finanziari, ma deve considerare anche le trasformazioni che stanno interessando il modello professionale, il mercato del lavoro e il ruolo della farmacia all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Negli ultimi anni il comparto ha registrato una crescente presenza di farmacie gestite da società di capitali, favorita dalle modifiche normative che hanno ampliato la possibilità di ingresso di soggetti imprenditoriali nel settore. Questo fenomeno sta determinando un cambiamento nella composizione della categoria, con una riduzione progressiva del numero di farmacisti titolari e un aumento della quota di professionisti dipendenti.
Una trasformazione che, secondo l’Ente, potrebbe avere conseguenze anche sul sistema previdenziale, modificando gli equilibri contributivi e ponendo nuove esigenze di tutela per la professione.
L’evoluzione del settore richiede una riflessione più ampia sugli effetti prodotti dai nuovi modelli organizzativi. L’ingresso di investitori e grandi operatori economici, infatti, non riguarda soltanto la dimensione imprenditoriale della farmacia, ma coinvolge anche il rapporto tra professionista sanitario e cittadino.
Particolare attenzione viene rivolta alla distribuzione degli investimenti, maggiormente concentrati nelle farmacie situate nelle aree urbane e metropolitane con maggiore redditività. ENPAF sottolinea quindi l’importanza di preservare il ruolo delle farmacie rurali, considerate presidi essenziali per garantire continuità assistenziale e accesso ai servizi sanitari nelle aree interne e meno densamente popolate.
Per sostenere queste realtà, il Consiglio di amministrazione dell’Ente ha confermato anche per il 2026 un contributo assistenziale straordinario destinato ai titolari e soci di farmacie rurali, con uno stanziamento complessivo di 800 mila euro.
Nel corso della relazione sono state illustrate anche le iniziative già avviate e gli interventi allo studio per consolidare la sostenibilità futura dell’ENPAF. Tra questi rientrano l’ampliamento della definizione di attività professionale del farmacista, nuovi strumenti per il riscatto contributivo, misure dedicate ai giovani professionisti e agli specializzandi, oltre al potenziamento delle politiche di welfare.
Tra le ipotesi di intervento figura inoltre una revisione della disciplina del contributo di solidarietà, alla luce delle prospettive previdenziali delle nuove generazioni e della riduzione attesa del tasso di sostituzione garantito dal sistema obbligatorio.
ENPAF richiama infine l’attenzione delle istituzioni sulla necessità che le future riforme del settore tengano conto non solo degli obiettivi di efficienza economica e sviluppo del mercato, ma anche dell’impatto sulla previdenza delle professioni ordinistiche e sulla funzione sanitaria della farmacia.
La sfida per il futuro sarà quindi individuare un equilibrio tra innovazione organizzativa, attrattività degli investimenti e tutela della dimensione professionale del farmacista, mantenendo la farmacia quale punto di riferimento sanitario capillare sul territorio nazionale.




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