
Le farmacie comunali come infrastrutture di prossimità capaci di connettere enti locali, sanità, terzo settore e imprese in un nuovo modello di welfare territoriale. È la visione delineata dal presidente di Assofarm, Luca Pieri, nella relazione presentata alla 44ª Assemblea generale dell'associazione delle farmacie pubbliche, nel corso della quale ha tracciato le priorità del settore, dal rafforzamento della Farmacia dei Servizi al riordino della legislazione farmaceutica, fino al rilancio del dibattito sul farmacista prescrittore.
Farmacie comunali, dalla Convenzione al welfare di prossimità
Pieri ha definito il 2025 "uno degli anni più proficui della storia di Assofarm", indicando due risultati come particolarmente significativi: la firma della nuova Convenzione con il Servizio sanitario nazionale, attesa da 26 anni, e il consolidamento della Farmacia dei Servizi come componente strutturale dell'assistenza territoriale.
Il presidente ha collocato il ruolo delle farmacie comunali all'interno di un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con l'invecchiamento della popolazione, l'aumento della cronicità, la carenza di personale e le persistenti disuguaglianze territoriali. In questo scenario le farmacie pubbliche rappresentano, secondo Assofarm, presidi di prossimità in grado di garantire accessibilità ai servizi, continuità assistenziale e presenza nei territori più fragili.
La prospettiva delineata è quella del "neomunicipalismo di piattaforma", un modello nel quale le farmacie comunali diventano punti di raccordo tra amministrazioni locali, sistema sanitario, fondazioni, terzo settore e imprese, con l'obiettivo di rafforzare il welfare di comunità.
Riordino della legislazione farmaceutica: le richieste di Assofarm
Ampio spazio è stato dedicato al disegno di legge di riordino della legislazione farmaceutica, che Assofarm considera un passaggio strategico per rafforzare il ruolo delle farmacie nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza.
Tra le richieste avanzate figurano una maggiore autonomia dei Comuni nella pianificazione delle sedi farmaceutiche, il rafforzamento del diritto di prelazione delle farmacie comunali e la loro esclusione dall'applicazione del Codice degli appalti. Pieri ha inoltre ribadito la centralità dei sindaci come prime autorità sanitarie locali, soprattutto nelle aree più periferiche e fragili del Paese.
Carenza di farmacisti e nuove competenze professionali
Tra le principali criticità evidenziate nel corso della relazione figura la crescente difficoltà nel reperire farmacisti, aggravata dal progressivo calo delle iscrizioni ai corsi di laurea.
Per affrontare questa situazione Assofarm propone di approfondire il ruolo dell'assistente di farmacia, figura che opererebbe sotto la supervisione del farmacista, e rilancia il confronto sul farmacista prescrittore, tema già oggetto di discussione sia in Italia sia a livello internazionale.
Pieri ha riconosciuto l'esistenza di aspetti delicati, a partire dal possibile conflitto di interessi tra prescrizione e dispensazione del farmaco, sottolineando che tali questioni richiederanno "onestà intellettuale e rigore normativo". Nonostante ciò, ha definito il percorso "una risposta concreta e non più differibile per garantire la sostenibilità del sistema e la continuità assistenziale ai pazienti".
Si tratta di una proposta destinata con ogni probabilità ad alimentare il confronto con la professione medica. Negli ultimi anni, infatti, ogni ipotesi di ampliamento delle competenze di altre professioni sanitarie in ambiti tradizionalmente attribuiti ai medici ha incontrato riserve da parte delle rappresentanze della categoria. Anche questa proposta potrebbe quindi aprire un nuovo dibattito sull'evoluzione dei rispettivi ambiti professionali.




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