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Retinopatia diabetica, un rischio che colpisce una persona con diabete su tre

Diabetologia Redazione Pazienti | 09/06/2026 18:23

Spesso non dà segnali nelle fasi iniziali, ma può compromettere la vista. Controlli regolari e gestione dei valori metabolici riducono il rischio di danni irreversibili. “La prevenzione rappresenta l’arma più efficace”.

Una complicanza diffusa, ma poco percepita

La retinopatia diabetica è tra le complicanze più frequenti del diabete e, nei Paesi industrializzati, una delle principali cause di perdita della vista nelle persone in età lavorativa. In Italia il diabete interessa circa il 3–4% della popolazione e quasi un paziente su tre sviluppa segni di retinopatia. Un dato che colpisce, soprattutto perché si tratta di una condizione spesso sottovalutata: nelle prime fasi può non dare alcun disturbo evidente.

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Quando l’occhio non manda segnali chiari

Il problema principale è proprio questo: la retinopatia diabetica può avanzare senza sintomi. E quando i segnali arrivano, il danno può essere già in corso. Tra i campanelli d’allarme più comuni ci sono:

  • vista annebbiata o offuscata;
  • difficoltà a vedere di notte;
  • colori meno nitidi;
  • la comparsa di "mosche volanti" (macchie scure);
  • visione distorta o riduzione improvvisa della vista.

Una delle complicanze più importanti è l’edema maculare diabetico, che interessa la parte centrale della retina e può causare un peggioramento significativo della qualità visiva, con immagini deformate o poco definite.

Perché la glicemia alta danneggia la vista

Alla base della retinopatia c’è l’iperglicemia cronica, cioè livelli elevati di zucchero nel sangue mantenuti nel tempo. Questo provoca un danno progressivo ai piccoli vasi sanguigni della retina, alterandone la funzionalità. Il rischio aumenta in presenza di:

  • scarso controllo della glicemia;
  • molti anni di convivenza con il diabete;
  • pressione alta;
  • livelli elevati di grassi nel sangue;
  • complicanze renali.

Cosa puoi fare

Agire in anticipo è la chiave per proteggere la vista. Non servono interventi complessi, ma costanza e attenzione. "Un buon controllo della glicemia, della pressione arteriosa e dei livelli lipidici, associato a controlli oculistici regolari, consente di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia", spiega la dottoressa Monica Varano, direttore scientifico IRCCS Fondazione G.B. Bietti. Questo si traduce nel:

  • monitorare la glicemia in modo regolare;
  • seguire le terapie prescritte;
  • controllare pressione e colesterolo;
  • effettuare esami del fondo oculare anche in assenza di sintomi.

Diagnosi precoce: un passaggio che può salvare la vista

Individuare la retinopatia nelle fasi iniziali permette di intervenire prima che il danno diventi grave. "La diagnosi precoce e il monitoraggio costante sono fondamentali per preservare la funzione visiva e prevenire complicanze irreversibili" sottolinea la dottoressa. Per questo gli specialisti raccomandano controlli oculistici periodici, personalizzati in base alla storia clinica del paziente.

Terapie e ricerca: nuove prospettive

Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti importanti nel trattamento delle complicanze oculari del diabete. Tra le opzioni disponibili ci sono farmaci somministrati direttamente nell’occhio (iniezioni intravitreali) che aiutano a controllare l’edema maculare. La Fondazione G.B. Bietti, unico IRCCS italiano dedicato all’oftalmologia, è impegnata nello sviluppo di nuove terapie sempre più mirate. Uno dei filoni più innovativi riguarda lo studio del cosiddetto proteoma dell’occhio: analizzando le proteine presenti nell’umore acqueo – una sorta di "biopsia liquida" non invasiva – i ricercatori cercano di individuare biomarcatori utili a prevedere e monitorare la malattia. Questo approccio può aprire la strada a cure più personalizzate e precoci.

La retinopatia diabetica non fa rumore all’inizio, ma può lasciare conseguenze importanti. Sapere che esiste e intervenire prima dei sintomi è la strategia più efficace per difendere la vista. Con piccoli gesti quotidiani e controlli regolari, è possibile ridurre in modo concreto il rischio e mantenere una buona qualità visiva nel tempo.

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