
L'ambulatorio di oftalmologia specialistica potrebbe rappresentare un contesto strategico per individuare pazienti con diabete e pressione arteriosa elevata. È quanto emerge da una serie di casi identificati da uno studio prospettico monocentrico che evidenzia un'elevata prevalenza di valori pressori superiori ai target raccomandati, anche tra soggetti già in trattamento antipertensivo e convinti di avere una buona gestione della propria condizione.
Lo studio ha coinvolto 172 adulti con diabete di tipo 1 o di tipo 2, sottoposti a visita presso una clinica universitaria specialistica di retina tra luglio e agosto 2024. Tutti i partecipanti hanno eseguito una misurazione della pressione arteriosa e compilato un questionario riguardante anamnesi, monitoraggio domiciliare, percezione del controllo pressorio e conoscenze sull'ipertensione. Le informazioni cliniche e oftalmologiche sono state integrate con i dati delle cartelle elettroniche.
La classificazione dei valori pressori è stata effettuata secondo le linee guida 2017 dell'American College of Cardiology e dell'American Heart Association. Solo l'8,1% dei pazienti presentava una pressione arteriosa nei limiti della norma, mentre oltre la metà del campione (52,9%) rientrava nei criteri dell'ipertensione di stadio 2. Un ulteriore 10,5% mostrava valori compatibili con una crisi ipertensiva.
L'ipertensione era già nota nell'83,7% dei partecipanti e, tra questi, il 91% assumeva una terapia specifica. Nonostante ciò, quasi l'80% dei soggetti con diagnosi pregressa presentava ancora valori corrispondenti almeno allo stadio 1 di ipertensione. Inoltre, circa sette pazienti su dieci ritenevano erroneamente che il proprio controllo pressorio fosse buono o eccellente.
Lo screening ha consentito di identificare anche numerosi casi precedentemente non riconosciuti. Tra i 28 pazienti senza una diagnosi nota di ipertensione, l'85,7% mostrava valori superiori alla norma; oltre un terzo soddisfaceva i criteri per lo stadio 2 e il 10,7% presentava una crisi ipertensiva.
L'esecuzione della misurazione durante la visita oculistica ha avuto anche ricadute pratiche. A quasi il 60% dei partecipanti è stato raccomandato un tempestivo contatto con il medico di medicina generale, mentre l'11,6% ha richiesto un follow-up clinico anticipato.
I risultati rafforzano il ruolo dell'ipertensione come determinante modificabile della progressione della retinopatia diabetica e delle sue complicanze, comprese edema maculare diabetico e perdita visiva. Le evidenze disponibili indicano inoltre che un controllo ottimale della pressione arteriosa contribuisce a ridurre il rischio di eventi microvascolari e macrovascolari.
Secondo gli autori, l'introduzione sistematica della misurazione della pressione arteriosa negli ambulatori oftalmologici dedicati alla retina rappresenta una procedura semplice e realizzabile, potenzialmente utile per individuare pazienti ad elevato rischio cardiovascolare che potrebbero beneficiare di una rivalutazione terapeutica e di una gestione multidisciplinare più tempestiva.




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