
La soglia sicura
Per la maggior parte degli adulti l'assunzione «fino a 400 mg di caffeina al giorno è sicura e non aumenta il rischio cardiovascolare», afferma Gregory Marcus, professore di Medicina presso l'Università della California di San Francisco e presidente del gruppo di esperti che ha redatto la dichiarazione scientifica dell'American Heart Association. Si tratta della soglia massima generalmente considerata sicura per gli adulti sani e che, nelle abitudini di consumo occidentali, può essere raggiunta attraverso diverse fonti di caffeina, incluso il caffè.
Ma i benefici osservati potrebbero non dipendere solo dalla caffeina. I ricercatori sottolineano infatti il ruolo di numerosi composti bioattivi presenti naturalmente nel caffè, dotati di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Proprio questi composti potrebbero contribuire agli effetti favorevoli emersi in diversi studi osservazionali, che hanno collegato il consumo abituale di caffè a un rischio inferiore di sviluppare alcune patologie cardiovascolari.
Diabete di tipo 2: quali vantaggi per chi è a rischio o convive con la malattia
Uno degli aspetti più interessanti analizzati dagli esperti riguarda il legame tra consumo di caffè e diabete di tipo 2. La revisione delle evidenze disponibili mostra che bere caffè senza aggiunte caloriche si associa a un minor rischio di sviluppare la malattia e, più in generale, a migliori esiti cardiovascolari.
Per le persone con diabete, questo dato assume particolare rilevanza. Il diabete di tipo 2 rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca. E qualsiasi strategia alimentare in grado di contribuire alla prevenzione cardiovascolare merita quindi attenzione. Gli esperti precisano però che il beneficio osservato riguarda il caffè nella sua forma più semplice, senza ingredienti aggiunti che possono alterare il controllo metabolico.
Quando la tazzina diventa meno salutare
Il problema non è tanto il caffè quanto ciò che spesso viene aggiunto. Zucchero, sciroppi aromatizzati, panna, creme e topping possono trasformare una bevanda priva di calorie in un concentrato di zuccheri e grassi «riducendone i potenziali benefici per la salute», si legge nel documento dell’American Heart Association. Per chi soffre di diabete, il consiglio è quindi privilegiare il consumo di caffè amaro oppure con modeste quantità di latte senza zuccheri aggiunti, evitando preparazioni particolarmente elaborate.
Attenzione alle bevande energetiche
Se il caffè mostra un profilo generalmente favorevole, diverso è il discorso per gli energy drink e gli energy shot. Il documento mette in guardia sul loro elevato contenuto di caffeina, che può raggiungere livelli molto superiori rispetto al caffè tradizionale. Queste bevande possono contenere quantità concentrate di caffeina in volumi molto ridotti e, secondo gli esperti, un consumo eccessivo potrebbe associarsi a effetti indesiderati sul sistema cardiovascolare, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
Benefici confermati, ma evitare gli eccessi
Per la maggior parte degli adulti il caffè può essere parte di uno stile di vita sano e, se consumato con moderazione, potrebbe contribuire alla protezione del cuore e al controllo del rischio di diabete di tipo 2. Per i pazienti diabetici il consiglio resta quello di inserirlo all'interno di un'alimentazione equilibrata, prestando attenzione soprattutto agli zuccheri aggiunti e alle bevande ad alto contenuto di caffeina. Perché, come ricordano gli esperti americani, non è necessariamente la tazzina a rappresentare il problema, ma ciò che vi finisce dentro.




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