
Dal convegno Sunifar il richiamo a un maggiore coinvolgimento delle farmacie rurali nella rete territoriale. Le nuove esigenze spingono verso rinnovati modelli di assistenza.
In un Paese che invecchia e che vede crescere le difficoltà di accesso ai servizi sanitari nelle aree interne, le farmacie rurali rivendicano un ruolo sempre più attivo all'interno della sanità territoriale. È il messaggio emerso dal convegno promosso a Roma da Sunifar, il sindacato nazionale delle farmacie rurali, dedicato al tema della prossimità assistenziale nelle aree più esposte al fenomeno della desertificazione sanitaria.
L'incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo professionale e delle associazioni dei cittadini per discutere di come rafforzare la presenza dei servizi sanitari nei territori caratterizzati da invecchiamento demografico, riduzione della popolazione e progressiva contrazione dell'offerta assistenziale.
"Le farmacie rurali vivono ogni giorno la desertificazione sanitaria", ha affermato il presidente di Federfarma Sunifar, Gianni Petrosillo. "La farmacia è pronta a sopperire a questa mancanza, ma la crescita di funzioni delle farmacie deve essere messa a sistema in modo integrato con il medico, così da garantire una reale prossimità".
L'invecchiamento aumenta il bisogno di assistenza territoriale
Il tema si inserisce in una trasformazione demografica che interessa l'intero Paese. Roberta Crialesi, dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza e previdenza dell'Istat, ha ricordato come nei prossimi anni l'Italia dovrà confrontarsi con una popolazione sempre più anziana e con una progressiva riduzione delle reti familiari di supporto.
"In un Paese che invecchia, investire nella prossimità significa garantire il diritto alla salute anche nei territori più lontani e fragili", ha osservato Crialesi, evidenziando come la crescita dei bisogni assistenziali rischi di colpire soprattutto le aree interne e meno servite.
Si tratta di una sfida che si intreccia con altri fenomeni ormai noti al sistema sanitario: la carenza di professionisti, le difficoltà di copertura della medicina generale in molti territori e la necessità di rendere operative le nuove strutture previste dal PNRR.
Telemedicina e farmacia dei servizi
Tra gli strumenti individuati per rafforzare l'assistenza di prossimità vi è la telemedicina. Nel corso del convegno sono state presentate diverse esperienze che vedono le farmacie coinvolte nell'erogazione di prestazioni diagnostiche e di monitoraggio supportate da sistemi di refertazione a distanza.
Secondo Savina Nodari, docente di Cardiologia all'Università di Brescia, la farmacia dei servizi può svolgere un ruolo significativo anche nei piccoli centri, contribuendo a ridurre le distanze tra cittadini e sistema sanitario.
La possibilità di effettuare esami come l'elettrocardiogramma con refertazione remota rappresenta uno degli esempi più concreti di questa evoluzione, già sperimentata in diverse realtà territoriali.
Un posto nella nuova sanità territoriale
Il punto più interessante emerso dal confronto riguarda però il posizionamento delle farmacie all'interno della futura organizzazione della sanità territoriale.
Giovanni Baglio, direttore della UOC Ricerca di Agenas, ha richiamato la necessità di rafforzare modelli organizzativi capaci di integrare medicina generale, assistenza specialistica e servizi territoriali, riconoscendo alle farmacie un possibile ruolo di presidio di prossimità.
Il dibattito degli ultimi anni sulla riforma dell'assistenza territoriale si è concentrato soprattutto sulle Case della Comunità, sulla medicina generale e sull'assistenza domiciliare. In questo contesto anche le farmacie stanno cercando di ridefinire il proprio spazio, proponendosi come uno degli attori in grado di contribuire alla presa in carico dei cittadini, soprattutto nelle aree più periferiche.
La sfida, tuttavia, non sembra essere tanto quella di attribuire nuove funzioni ai singoli soggetti quanto quella di costruire un sistema realmente integrato. È su questo terreno che si giocherà una parte importante del futuro della sanità territoriale: trasformare una pluralità di presìdi e competenze in una rete coordinata, capace di garantire continuità assistenziale e prossimità ai cittadini anche nelle zone più fragili del Paese.
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