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Melanoma, arriva la legge: prevenzione, screening e una Giornata nazionale

Sanità pubblica Lucia Oggianu | 16/06/2026 11:30

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’Italia mette in campo un quadro normativo organico per contrastare il tumore della pelle più pericoloso.

La legge 15 maggio 2026, n. 99, dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce del melanoma, sarà in vigore dal 27 giugno: è il primo atto normativo organico con cui l’Italia affronta in modo sistematico il tumore cutaneo a più alto tasso di mortalità. Cinque articoli che toccano sensibilizzazione pubblica, istruzione scolastica, attività di tattooing e campagne di screening sul territorio.

Il primo sabato di maggio diventa la Giornata nazionale

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Caposaldo della legge è l’articolo 1: "La Repubblica riconosce il primo sabato di maggio di ogni anno quale Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione di tale malattia e di promuovere iniziative per la diagnosi precoce a favore dei soggetti maggiormente esposti ai fattori di rischio".

La data non è casuale: maggio è il mese in cui le temperature aumentano e l’esposizione solare si intensifica. Nel caso in cui il primo sabato coincida con il primo maggio, la ricorrenza slitta al sabato successivo. In occasione di questa giornata, Stato, Regioni, enti locali, aziende sanitarie, scuole ed enti del Terzo settore potranno organizzare attività di sensibilizzazione e di screening. La legge precisa, tuttavia, che la giornata non produce effetti civili, e dunque non configura festività nel senso giuridico del termine.

Campagne ministeriali e autoesame a scuola

L’articolo 2 affida al Ministero della salute la possibilità di realizzare campagne di informazione e divulgazione scientifica sulla prevenzione primaria e secondaria del melanoma, "avvalendosi di divulgatori scientifici, degli enti del Terzo settore e delle associazioni impegnate nella prevenzione del melanoma".

Sul fronte educativo, il Ministero dell'istruzione e del merito, di concerto con quello della salute, potrà promuovere nelle scuole primarie e secondarie "la diffusione di buone norme di prevenzione primaria, come l'autoesame della cute, per ridurre i fattori di rischio". Una scelta significativa: abituare bambini e adolescenti a osservare la propria pelle è uno degli strumenti più efficaci per intercettare precocemente lesioni sospette.

Tatuaggi e melanoma: nasce il consenso informato

Una delle norme più originali è contenuta nell’articolo 3, che introduce l’obbligo di consenso informato per i clienti dei centri di tatuaggio. I tatuatori dovranno informare per iscritto i propri clienti "riguardo agli effetti sulla salute derivanti dall’esecuzione e dalla rimozione di tatuaggi nonché alle precauzioni da tenere all'esito della loro effettuazione". Il cliente dovrà sottoscrivere una dichiarazione che va conservata dall’esercente e resa disponibile alle autorità di controllo.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della salute definirà con uno o più decreti — sentito l'Istituto superiore di sanità e previa intesa con le Regioni — i contenuti, le modalità e i tempi di conservazione di questa documentazione, tenendo conto "dell’evoluzione normativa unionale e delle evidenze scientifiche".

Chi viene sottoposto a screening: i gruppi a rischio

L’articolo 4 delinea il perimetro delle campagne di screening dermatologico che Regioni e ASL potranno promuovere, anche attraverso la telemedicina e il teleconsulto. I destinatari prioritari sono gli individui con specifici fattori di rischio, elencati dalla norma con precisione: familiarità di primo grado per il melanoma, fototipo basso, età superiore ai cinquant'anni, residenza in zone con frequenti precipitazioni nevose, esposizione professionale al sole e residenza in aree marittime dove l'indice UV solare è particolarmente elevato.

Lo screening potrà coinvolgere i dipartimenti di prevenzione, i medici di medicina generale, i medici di comunità e le farmacie — un approccio capillare che punta a intercettare la patologia in maniera precoce.

Nessun costo aggiuntivo per le casse pubbliche

La legge si chiude con la clausola di invarianza finanziaria: "Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica". Le amministrazioni coinvolte dovranno far fronte agli adempimenti con le risorse già disponibili a legislazione vigente. Una formula standard, ma che vale la pena segnalare: significa che l’effettiva applicazione delle norme dipenderà in larga misura dalla volontà politica e organizzativa delle singole Regioni e aziende sanitarie.

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