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Screening del diabete tipo 1: verso l’estensione ai bambini più piccoli? Il Parlamento apre alla fascia 2-4 anni

Diabetologia Annalucia Migliozzi | 18/06/2026 11:20

Le Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato invitano a valutare l’ampliamento del programma nazionale previsto dalla Legge 130/2023. La Fondazione Italiana Diabete sottolinea il valore preventivo dello screening precoce nei bambini a maggior ris

Lo screening nazionale per il diabete di tipo 1 potrebbe in futuro coinvolgere anche i bambini tra i 2 e i 4 anni. È questa l’indicazione emersa dai pareri favorevoli espressi dalle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato sul decreto attuativo della Legge 130/2023, la norma che ha reso l’Italia il primo Paese al mondo a introdurre un programma di screening su scala nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia.

Il testo attualmente all’esame prevede il monitoraggio della popolazione pediatrica nella fascia di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Tuttavia, entrambe le Commissioni hanno suggerito di valutare, anche in una fase successiva, l’estensione del programma ai bambini più piccoli, riconoscendo l’importanza di una diagnosi ancora più precoce.

Secondo la Fondazione Italiana Diabete (FID), questa apertura rappresenta un passaggio significativo per rafforzare l’efficacia della strategia di prevenzione. Le evidenze scientifiche indicano infatti che tra i 2 e i 4 anni si registra uno dei principali picchi di comparsa degli autoanticorpi associati al diabete tipo 1, segnali precoci che precedono l’esordio clinico della malattia.

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L’attenzione verso questa fascia d’età è legata soprattutto al rischio di chetoacidosi diabetica, una delle complicanze più severe dell’esordio del diabete, che nei bambini più piccoli può richiedere il ricovero in terapia intensiva. Individuare precocemente i soggetti a rischio consentirebbe di attivare percorsi di monitoraggio e ridurre la probabilità di diagnosi tardive.

La Legge 130/2023 rappresenta una novità assoluta nel panorama internazionale, puntando a intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali e a favorire interventi tempestivi. In questo contesto, l’ampliamento dello screening ai bambini di età inferiore ai 5 anni viene considerato dagli esperti un tassello fondamentale per massimizzare l’impatto di salute pubblica del programma.

La Fondazione Italiana Diabete, da anni impegnata nella ricerca sul diabete tipo 1 e nella promozione di strategie di diagnosi precoce, ha avuto un ruolo attivo nel percorso che ha portato all’approvazione della normativa. Tra le iniziative sostenute figurano studi dedicati alla fattibilità dello screening pediatrico e collaborazioni con istituzioni nazionali e network internazionali specializzati nella prevenzione della malattia.

Mentre prosegue l’iter di attuazione del decreto, il confronto tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni di settore resta aperto. L’obiettivo condiviso è garantire che il programma di screening possa evolversi sulla base delle evidenze disponibili, offrendo una protezione sempre più ampia ai bambini a rischio e contribuendo a ridurre il peso clinico e sociale del diabete di tipo 1.

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