
I centenari come modello biologico di studio
La ricerca nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Pascale, l’Asl di Benevento e la Comunità Montana del Fortore. L’attenzione degli studiosi si è concentrata su una popolazione particolarmente interessante dal punto di vista scientifico: ultraottantenni e centenari che, nonostante l’età avanzata, non hanno sviluppato patologie tumorali nel corso della vita.
L’ipotesi alla base dello studio è che alcune infezioni affrontate nel tempo possano aver “addestrato” il sistema immunitario a riconoscere e contrastare più efficacemente anche le cellule neoplastiche. Questo fenomeno, noto come mimetismo molecolare, si basa sulla somiglianza tra antigeni presenti in alcuni microrganismi e quelli espressi dalle cellule tumorali.
Una firma immunitaria distingue i soggetti sani
Il progetto, il cui acronimo AMICI sta per “Affinità tra Microorganismi e Cancro con Immunità cross-reattiva”, è stato avviato operativamente nel 2024 dopo un accordo istituzionale siglato nel 2023.
I ricercatori del Laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi del Pascale hanno confrontato il profilo immunitario dei longevi del Fortore con quello di pazienti affetti da tumore. L’analisi ha evidenziato un particolare schema di memoria immunitaria verso specifici microrganismi, soprattutto virus, in grado di differenziare i soggetti oncologici da quelli sani.
Sebbene i risultati non consentano ancora di stabilire un rapporto causale diretto tra esposizione ai patogeni e protezione dal cancro, l’individuazione di questi biomarcatori suggerisce l’esistenza di uno stato immunitario potenzialmente più favorevole nel contrastare l’insorgenza delle neoplasie.
Possibili applicazioni future
Le implicazioni della ricerca potrebbero essere rilevanti per l’oncologia preventiva e terapeutica. Se confermati su casistiche più ampie, questi dati potrebbero contribuire allo sviluppo di nuove strategie immunologiche, inclusi vaccini antitumorali preventivi, immunoterapie personalizzate, terapie cellulari avanzate e approcci basati sulle CAR-T.
Per validare le osservazioni preliminari, i ricercatori sottolineano la necessità di ampliare l’indagine coinvolgendo popolazioni più numerose a livello regionale e nazionale. L’obiettivo è comprendere se la particolare memoria immunitaria osservata nei centenari possa rappresentare un modello replicabile per rafforzare le difese dell’organismo contro il cancro.




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