
L’intelligenza artificiale potrebbe diventare un nuovo alleato nella gestione dell’ipertensione arteriosa. Un progetto di ricerca presentato all’INASH 2026, il 20° Congresso Scientifico della Società Indonesiana dell’Ipertensione, valuterà l’efficacia di un programma di salute digitale basato su AI progettato per supportare il controllo pressorio e l’aderenza terapeutica nei pazienti con ipertensione non controllata.
Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci, il raggiungimento dei target pressori continua infatti a rappresentare una sfida clinica significativa. Tra i principali ostacoli figurano il tempo limitato a disposizione durante le visite, l’inerzia terapeutica e la scarsa aderenza ai trattamenti farmacologici e alle raccomandazioni sullo stile di vita. In questo contesto, il monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa e i servizi di telemedicina hanno mostrato risultati promettenti, pur presentando limiti in termini di personalizzazione e coinvolgimento continuativo dei pazienti.
Lo studio, disegnato come trial randomizzato controllato a gruppi paralleli, coinvolgerà pazienti adulti con ipertensione non adeguatamente controllata in regime ambulatoriale. I partecipanti saranno assegnati in rapporto 1:1 a un programma digitale supportato dall’intelligenza artificiale oppure alle cure standard per un periodo di sei mesi.
L’intervento prevede l’utilizzo di dispositivi validati per la misurazione domiciliare della pressione con trasmissione automatica dei dati, sistemi di allerta attivati in presenza di valori persistentemente elevati, promemoria per l’assunzione della terapia e percorsi di coaching personalizzato. Le raccomandazioni riguarderanno diversi aspetti dello stile di vita, tra cui riduzione dell’apporto di sodio, attività fisica, controllo del peso corporeo e igiene del sonno. Inoltre, i professionisti sanitari potranno accedere a dashboard dedicate per monitorare i dati clinici e facilitare eventuali revisioni terapeutiche tempestive.
L’endpoint primario sarà rappresentato dalla variazione della pressione arteriosa sistolica media dopo sei mesi, calcolata attraverso misurazioni domiciliari standardizzate o, quando disponibili, mediante monitoraggio pressorio ambulatoriale. Tra gli endpoint secondari figurano il raggiungimento dei target pressori, gli indicatori di aderenza, il livello di coinvolgimento dei pazienti, la soddisfazione percepita e l’utilizzo delle risorse sanitarie.
Secondo gli autori, il progetto consentirà di valutare non solo la capacità dell’intervento di ridurre i valori pressori, ma anche il rapporto tra engagement digitale, aderenza terapeutica e risposta clinica. Se confermati, i risultati potrebbero supportare l’integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale nei modelli assistenziali multidisciplinari, offrendo una soluzione scalabile per migliorare la gestione dell’ipertensione nella pratica clinica quotidiana.




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