
Una malattia rara ad alto impatto clinico
La PSC è una patologia immunomediata caratterizzata da infiammazione e progressiva fibrosi dei dotti biliari intra ed extraepatici. L’alterazione del flusso biliare determina un danno cronico del fegato che può evolvere verso insufficienza epatica, cirrosi e necessità di trapianto.
Oltre alle complicanze epatiche, la malattia è associata a sintomi spesso invalidanti. Tra questi, il prurito colestatico rappresenta uno dei più gravosi: può interessare fino al 90% dei pazienti, compromettendo sonno, attività quotidiane e benessere psicofisico. Studi recenti indicano che oltre quattro persone su dieci convivono con forme moderate o severe di questo disturbo.
Volixibat e il target degli acidi biliari
Volixibat è una terapia sperimentale orale appartenente alla classe degli inibitori del trasportatore ileale degli acidi biliari (IBAT). Il farmaco agisce riducendo il riassorbimento intestinale degli acidi biliari e interrompendo il loro circolo enteroepatico, con conseguente diminuzione della concentrazione di queste sostanze a livello sistemico ed epatico.
Questo meccanismo potrebbe tradursi in un beneficio clinico sui sintomi correlati alla colestasi, in particolare sul prurito persistente che caratterizza molte malattie epatiche croniche.
I risultati dello studio VISTAS
Lo studio VISTAS ha coinvolto 158 pazienti con PSC e prurito associato, randomizzati a ricevere volixibat 20 mg due volte al giorno oppure placebo. L’endpoint primario era rappresentato dalla variazione dell’intensità del prurito, misurata attraverso la scala ItchRO.
Nella popolazione principale dello studio, costituita da pazienti con sintomatologia moderata-severa, il trattamento ha determinato una riduzione media del punteggio di 2,72 punti rispetto ai valori iniziali, con una differenza di 1,64 punti rispetto al placebo. Il miglioramento è risultato statisticamente significativo ed è comparso già entro le prime due settimane di terapia.
Benefici analoghi sono stati osservati anche nei partecipanti con sintomi meno intensi, suggerendo un effetto consistente indipendentemente dalla gravità iniziale del quadro clinico.
Sicurezza e prospettive regolatorie
Il profilo di tollerabilità è apparso coerente con quello atteso per gli inibitori di IBAT. Gli eventi avversi più frequenti hanno riguardato il tratto gastrointestinale e alcune variazioni dei parametri epatici di laboratorio, generalmente gestibili.
Alla luce dei risultati ottenuti, l’azienda sviluppatrice Mirum intende avviare il confronto con le autorità regolatorie internazionali, inclusa la Food and Drug Administration statunitense, per definire il percorso verso una possibile autorizzazione. Se confermati negli studi successivi, i dati potrebbero aprire la strada alla prima terapia specificamente sviluppata per il controllo del prurito nella colangite sclerosante primitiva, rispondendo a un bisogno clinico tuttora insoddisfatto.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.