
La crescente diffusione del burnout impone alle aziende un ripensamento dei modelli organizzativi e delle politiche di gestione delle risorse umane. Secondo l'indagine OSH Pulse 2025 dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), il 40% dei lavoratori italiani riferisce di essere sottoposto a forti pressioni o carichi di lavoro elevati, mentre il 43% ritiene che affrontare apertamente problematiche legate alla salute mentale possa avere conseguenze negative sul proprio percorso professionale.
Su questi temi si è concentrato il secondo appuntamento di un ciclo di quattro incontri promosso da Lundbeck Italia, nato dall'esperienza del panel "Work & Burnout: Redesigning Organizational Resilience" del Milan Longevity Summit 2026. L'iniziativa punta a favorire un confronto tra aziende, professionisti delle risorse umane ed esperti sul valore del benessere organizzativo come responsabilità manageriale e sociale.
Durante il dibattito è stato evidenziato come il burnout non debba essere considerato esclusivamente un problema individuale, ma un indicatore della qualità dell'organizzazione del lavoro, della leadership e delle relazioni professionali. In quest'ottica, la promozione della salute mentale assume un ruolo centrale anche nella prospettiva della longevità lavorativa, intesa come capacità di mantenere benessere, motivazione e produttività lungo tutto il percorso professionale.
Un altro tema affrontato riguarda la resilienza organizzativa, oggi considerata una competenza strategica. Secondo il "Resilience Pulse Check" del World Economic Forum, l'84% delle organizzazioni ritiene infatti di non essere adeguatamente preparato ad affrontare le future trasformazioni e le possibili crisi. Per questo motivo, la resilienza viene sempre più interpretata come una capacità sistemica che coinvolge governance, leadership e cultura aziendale, oltre alle competenze dei singoli lavoratori.
Dal confronto è emersa una visione condivisa di "benessere sostenibile", definito come la capacità delle organizzazioni di creare ambienti che favoriscano salute psicofisica, crescita professionale, qualità delle relazioni e coinvolgimento delle persone, conciliando tali obiettivi con le esigenze di performance e competitività.
L'incontro, moderato da Carola Salvato, founder e CEO di KEA Connecta e ambassador per la salute mentale, ha coinvolto rappresentanti di aziende e realtà impegnate nello sviluppo del wellbeing organizzativo, tra cui IBM Italia, Gruppo Nestlé Italia, Mindwork, MYNDOOR e Lundbeck Italia.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con un terzo appuntamento previsto in autunno e si concluderà durante la prossima edizione del Milan Longevity Summit, quando saranno presentate le principali evidenze emerse nel corso del progetto dedicato alla prevenzione del burnout e alla costruzione di modelli organizzativi più sostenibili.




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