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Malnutrizione in ospedale: la terapia nutrizionale precoce può salvare una vita ogni 37 pazienti trattati

Lo studio EFFORT conferma il valore clinico della nutrizione personalizzata nei pazienti ricoverati a rischio malnutrizione. Alla conferenza europea ONCA 2026 la SINPE richiama la necessità di integrare lo screening nutrizionale nei percorsi di cura.
Salute

L’incontro ha riunito specialisti sanitari, società scientifiche, istituzioni e associazioni di pazienti con l’obiettivo di promuovere strategie concrete per affrontare la malnutrizione, una condizione ancora sottodiagnosticata ma associata a maggiore mortalità, aumento delle complicanze e prolungamento dei ricoveri.

La nutrizione clinica come intervento salvavita

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Lo studio EFFORT ha evidenziato l’impatto della terapia nutrizionale personalizzata nei pazienti ospedalizzati. L’indicatore Number Needed to Treat (NNT), che misura quanti pazienti devono ricevere un trattamento per ottenere un beneficio clinico, mostra un risultato particolarmente rilevante: trattare 37 persone malnutrite consente di evitare un decesso a 30 giorni.

Ancora più significativo il dato relativo alle complicanze maggiori: un intervento nutrizionale mirato in 25 pazienti permette di prevenire eventi clinici severi, tra cui ricoveri in terapia intensiva o importanti problematiche cardiovascolari e gastrointestinali.

Per la Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE) questi risultati confermano come la nutrizione non debba essere considerata un semplice supporto assistenziale, ma una componente terapeutica essenziale all’interno del percorso di cura.

Dallo screening precoce alla presa in carico personalizzata

Il tema centrale emerso da ONCA 2026 è la necessità di trasformare la consapevolezza sulla malnutrizione in modelli organizzativi strutturati. Tra gli elementi considerati prioritari figurano lo screening sistematico del rischio nutrizionale, l’avvio tempestivo dei trattamenti, la continuità tra ospedale e territorio e la formazione degli operatori sanitari.

La malnutrizione rappresenta infatti un problema complesso che coinvolge non solo la prognosi clinica, ma anche autonomia, capacità funzionale e qualità della vita dei pazienti.

Il modello francese: governance e risorse dedicate

Durante la conferenza è stata valorizzata l’esperienza della Francia, dove il contrasto alla denutrizione è stato inserito tra le priorità di salute pubblica attraverso una collaborazione stabile tra società scientifiche, professionisti, istituzioni e associazioni di pazienti.

Il Collectif de lutte contre la dénutrition coordina iniziative nazionali come la Settimana della denutrizione, sostenuta dal Ministero della Salute francese, con attività dedicate alla sensibilizzazione, alla formazione e alla diffusione delle buone pratiche.

Secondo la SINPE, questo modello dimostra come una strategia nazionale contro la malnutrizione richieda obiettivi condivisi, una governance definita e un dialogo continuo tra tutti gli attori coinvolti.

La nutrizione come diritto di cura

Un ulteriore elemento emerso dall’appuntamento europeo riguarda il coinvolgimento diretto dei pazienti. Le associazioni hanno sottolineato la necessità di superare interventi frammentati e promuovere una visione comune che riconosca la cura nutrizionale come parte integrante di ogni trattamento sanitario.

La sfida futura sarà quindi consolidare percorsi capaci di migliorare non solo la sopravvivenza, ma anche gli anni vissuti in salute, attraverso diagnosi precoce, interventi mirati e una maggiore integrazione della nutrizione nei sistemi sanitari.

Salute
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Negli ospedali italiani si lascia passare per cibo pasti precotti che non hanno né odore nel sapore
Rispondi
08/07/2026 07:32

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