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Durvalumab amplia le indicazioni rimborsate: AIFA estende l’immunoterapia a tumori di polmone, vescica ed endometrio

L’Agenzia italiana del farmaco approva quattro nuove indicazioni per durvalumab: nel trattamento perioperatorio del carcinoma polmonare non a piccole cellule e del tumore della vescica; nel microcitoma in stadio limitato; nel carcinoma dell’endometri
Oncologia

Immunoterapia perioperatoria nel tumore del polmone

Nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) resecabile in stadio IIA-IIIB, durvalumab è ora rimborsato in associazione alla chemioterapia prima dell'intervento chirurgico, seguito da terapia di mantenimento dopo la resezione.

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L'approvazione si basa sui risultati dello studio AEGEAN, che ha evidenziato una riduzione del 32% del rischio di recidiva, progressione o morte rispetto alla sola chemioterapia neoadiuvante. A un anno, la sopravvivenza libera da eventi è risultata pari al 73,4% contro il 64,5% del gruppo di controllo. Inoltre, il tasso di risposta patologica completa è quadruplicato, raggiungendo il 17,2% rispetto al 4,3% osservato con la sola chemioterapia.

Secondo gli specialisti, l'integrazione dell'immunoterapia prima e dopo la chirurgia rappresenta un cambiamento sostanziale nella gestione delle forme precoci ad alto rischio di recidiva.

Carcinoma della vescica: riduzione del rischio di morte

Importanti risultati arrivano anche nel carcinoma della vescica muscolo-invasivo resecabile. Durvalumab, associato a gemcitabina e cisplatino prima della cistectomia radicale e successivamente impiegato come mantenimento, ha dimostrato un beneficio significativo nello studio NIAGARA.

L'aggiunta dell'immunoterapia ha determinato una riduzione del 25% del rischio di morte e del 32% del rischio di progressione, recidiva o mancato completamento dell'intervento chirurgico. A due anni, l'82,2% dei pazienti trattati risultava ancora in vita rispetto al 75,2% del gruppo sottoposto alla sola chemioterapia.

L'introduzione di questo regime rafforza il ruolo del percorso multidisciplinare nella selezione dei candidati e nella pianificazione terapeutica.

Microcitoma: primi progressi dopo oltre quattro decenni

Per il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) in stadio limitato arriva una delle novità più rilevanti. Dopo oltre 40 anni senza innovazioni terapeutiche sostanziali, AIFA ha autorizzato durvalumab come trattamento di consolidamento nei pazienti senza progressione dopo chemioradioterapia.

Lo studio ADRIATIC ha documentato una riduzione del 27% del rischio di morte. La sopravvivenza globale mediana è passata da 33,4 a 55,9 mesi, con un incremento di quasi due anni. A tre anni risultava vivo il 56,5% dei pazienti trattati, contro il 47,6% del gruppo placebo.

Carcinoma dell'endometrio: beneficio nelle pazienti dMMR

Le nuove indicazioni comprendono anche il carcinoma dell'endometrio avanzato o recidivante con deficit del mismatch repair, una caratteristica molecolare presente in circa un terzo delle pazienti.

In questo sottogruppo, l'associazione di durvalumab con carboplatino e paclitaxel, seguita dal mantenimento con il solo immunoterapico, ha ridotto del 58% il rischio di progressione o morte rispetto alla chemioterapia standard, secondo i dati dello studio DUO-E.

Gli oncologi sottolineano come la classificazione molecolare della neoplasia sia oggi indispensabile per orientare la scelta terapeutica e favorire un approccio sempre più personalizzato.

L'immunoncologia amplia il proprio ruolo

Le nuove approvazioni confermano l'evoluzione dell'immunoterapia verso strategie sempre più precoci, con l'obiettivo non solo di controllare la malattia avanzata ma anche di aumentare le probabilità di guarigione nelle forme operabili.

Parallelamente, l'identificazione di biomarcatori molecolari e la collaborazione tra specialisti rappresentano elementi fondamentali per selezionare i pazienti che possono beneficiare maggiormente di questi trattamenti, consolidando il ruolo della medicina di precisione nella pratica clinica oncologica.

Oncologia
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