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ESMO GI 2026: biomarcatori, biopsia liquida e nuovi target ridisegnano l’oncologia digestiva

Dal ctDNA alle terapie contro KRAS, passando per epatocarcinoma e tumori delle vie biliari: il congresso europeo conferma il passaggio verso cure sempre più personalizzate
Oncologia

L’oncologia gastrointestinale sta attraversando una fase di profonda trasformazione. È il messaggio emerso dall’ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2026, che ha riunito a Monaco di Baviera specialisti provenienti da tutto il mondo per discutere le principali novità nei tumori dell’apparato digerente. Dalla biopsia liquida ai biomarcatori molecolari, fino ai nuovi approcci terapeutici mirati, Molte delle sessioni del congresso hanno evidenziato il crescente ruolo della biologia molecolare nella diagnosi, nel monitoraggio e nella scelta dei trattamenti.

Il ctDNA si avvicina alla pratica clinica

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Tra i protagonisti del congresso c’è stato il DNA tumorale circolante (ctDNA), considerato uno degli strumenti più promettenti per individuare la malattia minima residua dopo i trattamenti e guidare le decisioni terapeutiche. Particolare attenzione è stata dedicata al carcinoma colorettale, dove la biopsia liquida potrebbe consentire di identificare con maggiore precisione i pazienti a rischio di recidiva, aiutando gli oncologi a modulare l’impiego della chemioterapia. Il tema è stato al centro di diverse sessioni dedicate alla gestione della malattia localizzata e oligometastatica e rappresenta una delle aree di ricerca più dinamiche dell’oncologia digestiva. La prospettiva è quella di passare da strategie terapeutiche basate principalmente sulle caratteristiche cliniche a decisioni supportate da indicatori biologici capaci di fotografare in tempo reale la presenza di malattia residua.

KRAS, non più un bersaglio irraggiungibile

Per molti anni è stato considerato uno dei target più difficili da colpire. Oggi, invece, KRAS rappresenta una delle frontiere più promettenti dell’oncologia di precisione. Il congresso ha dedicato ampio spazio allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche rivolte alle alterazioni di KRAS, in particolare nel tumore del pancreas e nel carcinoma colorettale. L'interesse della comunità scientifica deriva dalla possibilità di intervenire su mutazioni che svolgono un ruolo chiave nella crescita e nella progressione tumorale.

Si tratta di un cambiamento importante soprattutto per il carcinoma pancreatico, una delle neoplasie più aggressive e con minori opzioni terapeutiche disponibili. I progressi della ricerca stanno ampliando le opzioni terapeutiche in tumori per i quali fino a pochi anni fa erano disponibili poche strategie mirate.

Epatocarcinoma: l’attenzione si sposta sulle fasi precoci

L’epatocarcinoma continua a rappresentare una delle principali sfide per epatologi e oncologi. A ESMO GI 2026 il focus si è concentrato soprattutto sulle fasi iniziali e intermedie della malattia, dove una corretta selezione dei pazienti può fare la differenza in termini di prognosi.

Le discussioni hanno riguardato il ruolo delle strategie di downstaging, l’integrazione tra trattamenti loco-regionali e sistemici e la scelta del percorso più appropriato tra resezione chirurgica, ablazione e trapianto. In questo contesto, la diagnosi precoce e la presa in carico multidisciplinare restano elementi determinanti per migliorare gli esiti clinici.

Colangiocarcinoma: la profilazione molecolare diventa centrale

Tra i tumori gastrointestinali, il colangiocarcinoma è probabilmente quello che meglio rappresenta l’evoluzione verso la medicina di precisione. Le sessioni dedicate ai tumori delle vie biliari hanno sottolineato l’importanza di una caratterizzazione molecolare sempre più accurata. Ottenere campioni adeguati e avviare precocemente la profilazione genomica è oggi fondamentale per individuare eventuali alterazioni suscettibili di trattamento con farmaci mirati. Per gastroenterologi, endoscopisti, patologi e oncologi il lavoro di squadra diventa quindi essenziale fin dalle prime fasi del percorso diagnostico.

Biomarcatori sempre più protagonisti nei tumori gastroesofagei

Anche nei tumori dello stomaco e dell’esofago il congresso ha confermato una tendenza ormai consolidata: il trattamento viene sempre più guidato dalle caratteristiche biologiche della malattia. L’identificazione di specifici biomarcatori sta infatti permettendo di suddividere tumori apparentemente simili in sottogruppi differenti dal punto di vista biologico e clinico, favorendo l’impiego di terapie più mirate e la selezione dei pazienti che possono trarne maggiore beneficio.

Dalla ricerca traslazionale alla clinica

Un altro tema trasversale emerso a Monaco è stato il progressivo trasferimento nella pratica clinica di tecnologie fino a poco tempo fa confinate ai laboratori di ricerca. Single-cell analysis, spatial omics, intelligenza artificiale e nuove piattaforme di analisi molecolare stanno contribuendo a comprendere meglio i meccanismi che determinano risposta o resistenza ai trattamenti. L’obiettivo finale è rendere le decisioni terapeutiche sempre più personalizzate e basate sulle caratteristiche biologiche del singolo paziente.

Il messaggio del congresso

L’oncologia digestiva sta entrando in un’era in cui la sede anatomica del tumore non basta più a guidare le scelte terapeutiche. Biopsia liquida, biomarcatori molecolari, profilazione genomica e nuove terapie target stanno progressivamente ridefinendo il percorso di cura, con l’obiettivo di offrire trattamenti più efficaci e sempre più personalizzati.

Oncologia
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