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Medicina, semestre aperto confermato: più lezioni e secondo appello a gennaio

La ministra Bernini firma il decreto per l’anno accademico 2026-2027. Confermato l’impianto della riforma, ma cambiano calendario, durata delle prove e criteri per la graduatoria nazionale
Istituzioni

Il semestre aperto per l’accesso a Medicina viene confermato anche per l’anno accademico 2026-2027, ma con alcune modifiche rispetto alla prima applicazione della riforma. Più tempo per le lezioni e per lo svolgimento degli esami, secondo appello spostato a gennaio e nuovi criteri per la formazione della graduatoria nazionale.

Le novità sono contenute nel decreto firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Resta invariato l’impianto generale del nuovo sistema di accesso: iscrizione libera al primo semestre e successiva selezione nazionale sulla base dei risultati ottenuti negli esami di Fisica, Chimica e Propedeutica Biochimica e Biologia.

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Il nuovo decreto interviene invece sull’organizzazione del semestre e delle prove, introducendo alcuni correttivi maturati anche attraverso il confronto con gli studenti.

Più tempo per le lezioni, esami a dicembre e gennaio

Le attività didattiche inizieranno il 1° settembre e dovranno concludersi non oltre dieci giorni prima del primo appello, previsto per il 10 dicembre. I risultati saranno pubblicati il 23 dicembre. Il secondo appello si svolgerà invece l’11 gennaio, con pubblicazione degli esiti il 20 gennaio. Rispetto allo scorso anno viene quindi ampliato il periodo dedicato alle lezioni e vengono posticipate le prove.

Cambia anche il tempo a disposizione degli studenti per sostenere gli esami. Per ciascuna delle tre prove saranno disponibili 50 minuti, cinque in più rispetto allo scorso anno, mentre la pausa tra un esame e il successivo passerà da 15 a 30 minuti.

Come cambiano le prove del semestre aperto

Resta invariata la struttura degli esami. Ciascuna prova sarà composta da 31 domande: dieci a completamento e 21 a risposta multipla. Ogni risposta corretta assegnerà un punto, mentre per quelle errate sarà applicata una penalizzazione di 0,1 punti. Le risposte non date avranno un punteggio pari a zero. La valutazione massima raggiungibile resta di 30 e lode.

Una delle novità riguarda il risultato utilizzato per la graduatoria nazionale. Tra i voti ottenuti nei due appelli per la stessa prova sarà considerato automaticamente quello migliore, purché superiore a 18/30.

La graduatoria nazionale divisa in tre sezioni

Il decreto conferma il meccanismo della graduatoria nazionale, articolandola in tre sezioni sulla base del numero degli esami superati. Nella prima saranno inseriti gli studenti che avranno superato tutte e tre le prove, nella seconda quelli che avranno ottenuto almeno due valutazioni pari o superiori a 18/30 e nella terza coloro che avranno superato un solo esame. All’interno delle diverse sezioni, gli studenti saranno ordinati sulla base del punteggio conseguito.

Come già previsto lo scorso anno, chi non avrà superato uno o due esami ma risulterà collocato in posizione utile nella graduatoria potrà recuperare i crediti formativi mancanti presso la sede di assegnazione, in tempo per l’immatricolazione al secondo semestre.

Almeno dieci sedi da indicare al momento dell’iscrizione

Al momento dell’iscrizione gli studenti dovranno indicare almeno dieci sedi nelle quali concorrere per la successiva immatricolazione. Dovranno inoltre scegliere un corso affine da utilizzare in caso di mancato accesso a Medicina e indicare almeno cinque sedi per la prosecuzione degli studi. L’obbligo non riguarda gli studenti già iscritti a uno dei corsi considerati affini.

Per la preparazione alle prove è inoltre disponibile una piattaforma gratuita promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane in collaborazione con il ministero dell’Università e della Ricerca e realizzata dal Consorzio interuniversitario Cisia. Il portale offre contenuti didattici, esercitazioni e strumenti di autovalutazione, ai quali saranno progressivamente aggiunti moduli formativi e simulazioni degli esami.

La riforma alla prova del secondo anno

Con il nuovo decreto il ministero conferma quindi l’impianto del semestre aperto, intervenendo però su alcuni degli aspetti organizzativi emersi durante la prima applicazione. L’allungamento del periodo dedicato alla didattica, il maggiore tempo concesso per sostenere le prove e il rinvio del secondo appello a gennaio puntano a rendere meno concentrato il percorso che conduce alla formazione della graduatoria nazionale.

Resta invariato il principio centrale della riforma: sostituire la selezione iniziale con un primo semestre aperto agli studenti e affidare l’accesso alla prosecuzione del corso di Medicina ai risultati ottenuti negli esami universitari.

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