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Salute nei Cpr, il Consiglio di Stato ordina una verifica al Viminale

Il ministero dell'Interno avrà sei mesi per verificare assistenza sanitaria e psicologica, formazione del personale ed episodi critici avvenuti nei Centri negli ultimi cinque anni
Salute nei Cpr, il Consiglio di Stato ordina una verifica al Viminale
Istituzioni

Il ministero dell'Interno dovrà verificare le condizioni dell'assistenza sanitaria e psicologica garantita alle persone trattenute nei Centri di permanenza per i rimpatri. A stabilirlo è il Consiglio di Stato, che ha dato al Viminale sei mesi di tempo per svolgere una ricognizione della situazione esistente nelle strutture e adottare, al termine dell'istruttoria, una decisione motivata sugli eventuali interventi necessari. L'indagine dovrà riguardare anche la formazione del personale e gli episodi critici avvenuti con maggiore frequenza negli ultimi cinque anni. Il ministero guidato da Matteo Piantedosi dovrà svolgere il lavoro insieme al ministero della Salute e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

La decisione arriva al termine di una vicenda giudiziaria avviata dall'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, che aveva contestato le regole stabilite per la gestione e il funzionamento dei Centri.

Il Consiglio di Stato: mancano dati sulle condizioni sanitarie nei Centri

Al centro della nuova decisione dei giudici non c'è direttamente la legittimità dell'esistenza dei Centri di permanenza per i rimpatri, ma la necessità di conoscere e valutare concretamente le condizioni nelle quali viene garantita l'assistenza alle persone trattenute.

Una precedente sentenza aveva infatti stabilito che le regole per la gestione dei Centri dovessero essere precedute da un'approfondita attività di verifica. Secondo il Consiglio di Stato, questo obbligo non è stato ancora pienamente rispettato.

I giudici rilevano che non sono stati raccolti elementi sufficienti sull'effettiva situazione all'interno delle strutture e, in particolare, sull'adeguatezza dell'assistenza sanitaria e psicologica.

Mancano inoltre, secondo la sentenza, accertamenti sulla preparazione specialistica del personale, sull'incidenza degli episodi di autolesionismo e dei suicidi e sull'esistenza di altre criticità rilevanti per la tutela della salute delle persone trattenute.

Sei mesi per verificare assistenza sanitaria e psicologica

Il ministero dell'Interno avrà ora sei mesi per effettuare la ricognizione richiesta dai giudici. L'attività dovrà essere svolta con il coinvolgimento del ministero della Salute e del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Al termine, il Viminale dovrà adottare una decisione motivata, indicando le ragioni delle scelte compiute sulla base degli elementi raccolti.

La vicenda giudiziaria era iniziata con il ricorso contro il decreto ministeriale del marzo 2024 contenente le regole per gli appalti relativi alla gestione e al funzionamento dei Centri. Dopo il rigetto in primo grado, il Consiglio di Stato aveva accolto parzialmente l'appello, rilevando alcune incongruenze e stabilendo la necessità di una verifica approfondita delle condizioni esistenti nelle strutture.

L'associazione aveva successivamente chiesto ai giudici di accertare la corretta esecuzione della sentenza. Il Consiglio di Stato ha ora riconosciuto che una parte degli obblighi è stata rispettata, mentre resta da svolgere l'indagine sulle condizioni concrete all'interno dei Centri.

Salute mentale e persone vulnerabili tra le criticità da accertare

Particolare attenzione dovrà essere dedicata all'assistenza psicologica e alle condizioni delle persone più vulnerabili. Già in un documento del 2023, il Garante nazionale aveva segnalato come la situazione delle persone con vulnerabilità psichiatrica o sottoposte a trattamenti farmacologici presentasse diverse criticità all'interno dei Centri.

La sentenza impone ora di trasformare queste segnalazioni e gli altri elementi disponibili in una ricognizione sistematica delle condizioni di assistenza. La questione riguarda una popolazione numericamente limitata rispetto alla generalità degli assistiti dal Servizio sanitario nazionale, ma collocata in una condizione particolare: le persone trattenute nei Centri dipendono dall'organizzazione delle strutture anche per l'accesso all'assistenza e la tutela della propria salute.

Proprio per questo, la disponibilità di informazioni concrete sulle condizioni sanitarie, sull'assistenza psicologica e sugli episodi più gravi avvenuti negli ultimi anni rappresenta il presupposto necessario per valutare l'adeguatezza delle tutele garantite. La decisione del Consiglio di Stato affida ora ai ministeri dell'Interno e della Salute il compito di raccogliere questi elementi e di motivare, sulla base dei risultati, le scelte che verranno adottate.

Istituzioni
Commenti
LM
Luigi Mocci
Licenziamento immediato, radiazione ed inibizione alla professione! Poi gli daranno da mangiare i loro beniamini!
Rispondi
22/09/2026 09:46
LM
Luigi Mocci
Siamo medici, non dobbiamo fare politica!
Rispondi
22/09/2026 09:45

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