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Telemedicina, intelligenza artificiale, case di comunità: a Baveno si costruisce la sanità del futuro

Istituzioni Lucia Oggianu | 22/06/2026 10:38

Tre giorni sul Lago Maggiore per trasformare un convegno in cantiere: Masterpharm 2026 ha messo a confronto governance, società scientifiche e istituzioni per ridisegnare il sistema salute italiano

Quanto tempo manca alla sanità che vogliamo? Dieci anni, forse. O forse molto meno, se si smette di aspettare e si comincia a costruire. È questo lo spirito con cui si è aperta a Baveno, sul Lago Maggiore, Masterpharm 2026, evento multidisciplinare ideato e promosso da Francesco Cattel, direttore generale dell'ASL Verbano-Cusio-Ossola, coordinatore regionale FIASO Piemonte e responsabile del Laboratorio HTA della SIFO. Una tre giorni per un obiettivo ambizioso: trasformare un convegno in un luogo in cui governance, società scientifiche e istituzioni si confrontano non solo per descrivere i problemi, ma per iniziare a risolverli.

Telemedicina, case di comunità, COT

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La giornata inaugurale ha messo a fuoco alcuni dei nodi più urgenti dell'organizzazione sanitaria italiana. Sulla telemedicina, Alessandro Stecco, professore di radiologia all’Università del Piemonte Orientale, ha indicato la svolta concettuale decisiva: il passaggio "dalla singola prestazione al percorso", che apre la strada persino a "studi clinici portati a casa del paziente, soprattutto nel caso delle malattie croniche e rare".

Poi, le case di comunità inquadrate da Mattia Altini, direttore generale dell'ASL di Modena, come un passo concreto verso la medicina di prossimità a condizione, però, di definire con chiarezza competenze e ruoli professionali al loro interno. Le COT (Centrali operative territoriali), secondo Francesco Enrichens di AGENAS, rappresentano invece una sfida di cultura organizzativa, capace di generare, se affrontata con metodo, vere e proprie "comunità di pratica".

Sul fronte dell’HTA, la valutazione delle tecnologie sanitarie, Giandomenico Nollo, presidente della SIHTA, ha sottolineato come possa diventare anche in Italia uno strumento efficace di clinical governance, se implementata in modo corretto.

La sanità nell’epoca della complessità

Accanto ai temi organizzativi, Masterpharm 2026 ha aperto una riflessione più ampia sul "valore della sanità nell'epoca della complessità demografica, terapeutica, organizzativa". Sono intervenuti, tra gli altri, Giuseppe Quintavalle (presidente FIASO), Arturo Cavaliere (presidente SIFO), Carlo Picco (Federsanità-ANCI), Matteo Falzetti (AIIC) e Anna Maria Silvani (presidente SIFACT). In collegamento remoto, Federico Riboldi, assessore regionale alla Salute del Piemonte, ha commentato positivamente la decisione di realizzare il nuovo ospedale del Verbano-Cusio-Ossola. I lavori hanno esplorato il valore della ricerca clinica, l’utilizzo del dato sanitario, il quadro normativo nazionale ed europeo e il ruolo delle agenzie nel ridisegnare la "sfida del valore" per il sistema salute.

La visione

La sessione conclusiva ha proiettato la discussione avanti di dieci anni, cercando di immaginare come sarà la sanità nel 2036. In un format innovativo condotto da Guido Putignano, esperto di IA applicata alla sanità, una chatbot interattiva ha partecipato attivamente al dibattito insieme a Massimo d'Angelo (Azienda Zero Piemonte), Adriano Leli (Fare), Vito Ladisa (Istituto Nazionale Tumori), Giovanna Perino (IRES), Germano Perito (DG AO Moscati, Avellino) e Andrea Scarso (AIIC).

Il quadro emerso è quello di una sanità in cui l’innovazione tecnologica è attesa come leva per ridurre la pressione burocratica, garantire appropriatezza e assicurare equità. Ma senza ingenuità. Renzo Luciano Boldorini, presidente della Scuola di Medicina dell'Università del Piemonte Orientale, ha messo in guardia da un uso acritico degli strumenti digitali: "Non si può evitare di avere libri e studiarli, demandando tutto alle sintesi realizzate da un agente intelligente. Un conto è l’uso ragionato dell'innovazione digitale, un altro conto è il suo abuso".

Laboratori di idee per una sanità migliore

A tenere insieme tutti i fili della giornata è stata la visione di Francesco Cattel, che ha indicato in Masterpharm il modello di confronto di cui la sanità italiana ha bisogno: "In questi giorni abbiamo coinvolto alcune delle menti più illuminate della sanità italiana per cercare di comprendere come organizzare meglio i servizi per offrire risposte più vicine, come sviluppare una ricerca che porti alla reale disponibilità di nuovi strumenti terapeutici, come spendere meglio e razionalizzare le scelte che impattano sui conti economici del sistema salute. Tutto questo è possibile solo se le governance si parlano, dialogano tra loro, confrontano i propri modelli ed i propri sistemi: il risultato è da subito una sanità migliore. Senza aspettare il futuro".

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