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Certificati di malattia, cosa deve sapere il medico tra obblighi, limiti e responsabilità

Medlex Giulio Divo | 18/06/2026 13:11

Presenza dell'assistito, telemedicina ancora in attesa dei decreti attuativi, utilizzo della piattaforma INPS e responsabilità professionali. Le regole che disciplinano il rilascio del certificato di malattia.

Tra le attività che espongono maggiormente il medico di medicina generale a responsabilità professionali vi è certamente il rilascio del certificato di malattia. Si tratta di un atto apparentemente routinario, ma disciplinato da norme precise e caratterizzato da rilevanti conseguenze sia per il paziente sia per il professionista che lo sottoscrive. Il certificato di malattia INPS non attesta genericamente uno stato di salute alterato, ma certifica l'incapacità temporanea al lavoro in relazione all'attività svolta dal lavoratore. Una distinzione non secondaria, che definisce quale sia il confine della valutazione clinica richiesta al medico.

Il certificato riguarda l'incapacità temporanea al lavoro

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Nella pratica quotidiana il medico è chiamato a esprimere una valutazione che non riguarda soltanto la presenza di una patologia, ma la sua capacità di incidere temporaneamente sull'attività lavorativa dell'assistito.

Il certificato telematico rappresenta quindi un documento destinato a produrre effetti nei confronti del datore di lavoro e dell'INPS, motivo per cui la sua compilazione richiede particolare attenzione sotto il profilo clinico e documentale.

La presenza dell'assistito resta un requisito indispensabile

Uno degli aspetti più delicati riguarda le modalità di rilascio. Allo stato attuale il certificato di malattia può essere emesso soltanto in presenza dell'assistito. Si tratta di un principio che mantiene piena validità anche in una fase storica caratterizzata dalla crescente diffusione degli strumenti digitali.

Il rilascio del certificato in assenza del paziente non costituisce infatti una semplice irregolarità procedurale. La normativa lo considera un falso, con conseguenze che possono assumere rilevanza penale e disciplinare. Per il medico di famiglia si tratta probabilmente di uno dei punti sui quali è necessario mantenere la massima attenzione, soprattutto di fronte alle richieste avanzate telefonicamente o tramite intermediari.

Telemedicina: la possibilità esiste, ma non è ancora operativa

Una recente disposizione normativa ha previsto la possibilità di rilasciare certificati di malattia attraverso piattaforme di telemedicina. La norma, tuttavia, non è ancora concretamente applicabile. Per renderla operativa è infatti necessario un decreto attuativo che definisca caratteristiche tecniche e requisiti delle piattaforme autorizzate.

Fino all'emanazione di tali disposizioni non esistono quindi sistemi certificati che consentano il rilascio a distanza del certificato INPS secondo le modalità previste dalla legge.

Chi può rilasciare il certificato di malattia

Contrariamente a quanto talvolta si ritiene, il certificato di incapacità temporanea al lavoro non è riservato esclusivamente ai medici di medicina generale. Può essere rilasciato da tutti i medici abilitati all'esercizio professionale e, per le patologie di rispettiva competenza, anche dagli odontoiatri iscritti all'albo.

I medici di famiglia e i professionisti operanti nelle strutture del Servizio sanitario nazionale utilizzano generalmente i propri software gestionali, ma il certificato può essere trasmesso anche attraverso il sistema Tessera Sanitaria, al quale tutti i medici possono accedere tramite le credenziali in loro possesso.

I limiti che riguardano i medici liberi professionisti

La normativa prevede alcune limitazioni specifiche per i medici che non operano come dipendenti o convenzionati del Servizio sanitario nazionale. Nel caso dei lavoratori dipendenti pubblici, infatti, il medico libero professionista può certificare soltanto la prima o la seconda assenza nell'anno solare e per periodi non superiori a dieci giorni.

Si tratta di una regola spesso poco conosciuta ma che può avere ricadute concrete sull'attività professionale.

Quando il medico non può rinviare il paziente ad altri

Se il medico rileva la sussistenza delle condizioni cliniche che giustificano l'incapacità temporanea al lavoro, non può sottrarsi al rilascio del certificato limitandosi a indirizzare il paziente verso altri professionisti. Una volta accertata la situazione clinica e verificata la propria competenza a certificare, il rilascio del documento rientra infatti tra gli obblighi professionali.

Proprio per questo motivo il certificato di malattia continua a rappresentare uno degli atti più delicati della pratica del medico di medicina generale: un'attività quotidiana che richiede valutazione clinica, conoscenza delle regole e piena consapevolezza delle responsabilità che accompagnano ogni firma.

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