
I programmi di screening oncologico organizzati hanno tradizionalmente selezionato i destinatari sulla base di età e sesso, criteri universalmente disponibili e stabili nel tempo compatibilmente con i requisiti di equità e trasparenza dei sistemi sanitari pubblici. Tuttavia, all'interno di queste categorie demografiche esiste una variabilità sostanziale nel rischio individuale di sviluppare un tumore, che le strategie uniformi non riescono a intercettare in modo ottimale. Per rispondere a questa esigenza, l'azione congiunta europea EUCanScreen ha elaborato un framework concettuale condiviso per lo screening oncologico stratificato per rischio, frutto di un processo di consenso multidisciplinare che ha coinvolto esperti di 22 Paesi europei.
Il documento, sviluppato attraverso una scoping review della letteratura, una sessione strutturata di brainstorming e una survey Delphi a due turni, conclusa con una discussione plenaria nel maggio 2025, risponde a un mandato esplicito del Consiglio europeo, che nella Raccomandazione del 2022 sullo screening oncologico aveva incoraggiato l'adozione di approcci basati sul rischio individuale quando appropriati e fattibili.
Il framework identifica tre elementi fondamentali che definiscono lo screening stratificato per rischio: il primo è la disponibilità di informazioni validate per stimare la probabilità individuale di malattia o la sua storia naturale, ottenibili integrando dati clinici, stili di vita, esposizioni occupazionali e ambientali, parametri di imaging, biomarcatori e informazioni genomiche. Il secondo elemento è la definizione di criteri di stratificazione, ovvero soglie di rischio che consentono di raggruppare individui con profili simili e di gestirli con protocolli equivalenti. Il terzo è la disponibilità di protocolli di gestione specifici per ciascuno strato, fondati su evidenze scientifiche robuste.
La logica portante del modello è bidirezionale: intensificare la sorveglianza per i soggetti a rischio più elevato e ridurla per quelli a rischio inferiore. In questo modo si può ottimizzare il rapporto tra benefici, danni e utilizzo delle risorse lungo l'intero percorso di screening passando dall'eleggibilità alla frequenza degli esami, dall'invio a livelli di cura superiori al follow-up post-screening.
Il framework affronta inoltre una serie di questioni trasversali di natura organizzativa ed etica che condizionano l'implementazione concreta di questi approcci: la governance dei dati sanitari, la tutela della privacy, la gestione delle informazioni genomiche, l'impatto psicologico sulla popolazione, l'equità di accesso tra diversi contesti socioeconomici e geografici, e le necessità formative per i professionisti sanitari e comunicative per i cittadini.
Gli autori riconoscono che le evidenze empiriche a supporto dell'implementazione operativa dello screening stratificato rimangono ancora limitate e disomogenee tra i diversi tipi di tumore e i differenti contesti nazionali. Il framework si propone pertanto come struttura concettuale di riferimento (valida trasversalmente a qualsiasi sede oncologica ) all'interno della quale sviluppare successivamente declinazioni specifiche per tipo di cancro, tenendo conto delle diverse eziologie, storie naturali e tecnologie disponibili. Armonizzare la terminologia, standardizzare i criteri di valutazione e identificare le questioni comuni rappresentano i passaggi necessari per tradurre la prevenzione oncologica di precisione da principio scientifico a strumento di sanità pubblica operativo su scala europea.




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