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Medicina generale, candidati più che doppi ma le borse rischiano di restare vuote

Per 2.651 posti ci sono 5.870 iscritti, ma con forti squilibri regionali. Fimmg propone la mobilità degli idonei per coprire le borse rimaste vacanti.
Sanità pubblica

I candidati sono più del doppio dei posti disponibili, eppure alcune Regioni rischiano di non coprire le borse per la formazione in medicina generale. A mostrare il paradosso è un'analisi Fimmg sul concorso 2026-2029: il problema non è tanto il numero complessivo degli aspiranti quanto la loro distribuzione sul territorio.

Più di due candidati per posto, ma la media nazionale inganna

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Per il Corso di formazione specifica in medicina generale (CFSMG) 2026-2029 sono disponibili complessivamente 2.651 posti, a fronte di 5.870 iscritti al concorso: una media nazionale di 2,21 candidati per ciascuna borsa. Dietro il dato complessivo si nascondono però differenze molto ampie tra le Regioni.

La situazione più critica è quella della Provincia autonoma di Bolzano, dove per 30 posti risultano appena 13 iscritti, con un rapporto di 0,43 candidati per posto. Anche in assenza di rinunce, dunque, una parte delle borse non potrebbe essere assegnata. In Piemonte i candidati sono invece 288 per 300 posti, mentre in Valle d'Aosta i dieci iscritti corrispondono esattamente ai dieci posti disponibili.

La matrice elaborata dalla Fimmg classifica Bolzano e Piemonte a "rischio reale" e individua altre cinque realtà a rischio alto: Basilicata, Lombardia, Marche, Provincia autonoma di Trento e Valle d'Aosta. In questi territori il margine tra candidati e posti è relativamente contenuto e potrebbe ridursi ulteriormente con le successive rinunce.

Campania e Sicilia hanno candidati tre o quattro volte superiori ai posti

La situazione cambia radicalmente in altre parti del Paese. In Campania risultano 1.080 iscritti per 240 posti, pari a 4,5 candidati per ogni borsa. In Emilia-Romagna sono 625 per 185 posti, in Sicilia 572 per 184 e nel Lazio 600 per 200.

Proprio Campania, Emilia-Romagna, Sicilia e Lazio vengono indicate dalla Fimmg come possibili "fonti di ripescaggio". Complessivamente le quattro Regioni contano 2.877 iscritti a fronte di 809 posti disponibili. Il dato mostra come alla possibile carenza di candidati in alcuni territori corrispondano graduatorie potenzialmente molto più lunghe in altri.

Lo squilibrio territoriale assume particolare rilievo perché il CFSMG è organizzato su base regionale. L'abbondanza di candidati registrata a livello nazionale, quindi, non garantisce automaticamente che tutti i posti finanziati vengano effettivamente coperti nelle singole Regioni.

Le specializzazioni potrebbero ridurre ulteriormente le graduatorie

C'è poi una seconda variabile. I 5.870 iscritti al concorso non corrispondono necessariamente ad altrettanti futuri medici in formazione. Tra agosto e novembre arriveranno infatti anche gli esiti delle procedure per l'accesso alle scuole di specializzazione universitarie e una parte dei candidati risultati idonei alla formazione in medicina generale potrebbe scegliere un percorso specialistico.

È su questa fase che si concentra la preoccupazione della Fimmg. Dove il rapporto tra iscritti e posti è già vicino a uno, le rinunce potrebbero esaurire rapidamente le graduatorie e lasciare alcune borse senza assegnatari. Il rischio sarebbe invece molto più contenuto nelle Regioni che dispongono di un numero di candidati largamente superiore ai posti.

La proposta Fimmg: mobilità volontaria tra le Regioni

Per utilizzare gli idonei rimasti fuori dalle graduatorie utili nelle Regioni con maggiore partecipazione, la Fimmg propone un decreto ministeriale che introduca un meccanismo di mobilità volontaria interregionale. Una volta completato lo scorrimento della graduatoria regionale, i posti ancora disponibili potrebbero essere offerti agli idonei di altre Regioni.

La proposta prevede anche incentivi per chi accetta il trasferimento, con un bonus compreso tra 3.000 e 5.000 euro e agevolazioni fiscali nei primi due o tre anni di attività nella Regione di destinazione. La Federazione chiede inoltre un monitoraggio continuo delle graduatorie sulla base del livello di rischio attribuito ai singoli territori.

Per la Fimmg il provvedimento dovrebbe essere adottato prima del concorso, così da poter attivare il meccanismo dopo la formazione e il completo scorrimento delle graduatorie regionali. La richiesta nasce dalla necessità di evitare che posti finanziati per formare nuovi medici di famiglia rimangano inutilizzati proprio nelle aree dove la disponibilità di candidati è più ridotta.

Sanità pubblica
Commenti
AQ
Alessandro Quadraccia
Sono d'accordo con il collega Barone
Rispondi
10/08/2026 09:08
PB
Paolo Barone
Se siamo a questo punto, la maggior parte delle responsabilità sono da additare proprio al sindacato maggioritario, che con scelte scellerate, ha vincolato l’intera categoria ad “accordi” (voluto soltanto dai suoi quadri) che ci hanno reso dipendenti senza esserlo, peggiorando grandemente le nostre condizioni di lavoro. E il risultato è proprio il contrario di ciò che sbandierano. Sempre meno Colleghi e Colleghe scelgono (e come fare loro torto) la professione di MAP.
Rispondi
10/08/2026 07:42

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