
Una nuova strategia farmacologica per l’acondroplasia
L’acondroplasia è una condizione scheletrica genetica associata a varianti patogenetiche del gene FGFR3, che interferiscono con i normali processi di crescita ossea. Infigratinib è un inibitore orale delle tirosin-chinasi FGFR1-3 sviluppato per modulare le vie molecolari coinvolte nella patogenesi della malattia.
È su questo approccio che si è concentrato lo studio PROPEL 3, trial multicentrico di fase 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato sul New England Journal of Medicine.
Il trial PROPEL 3
La sperimentazione ha coinvolto 114 bambini e adolescenti tra 3 e 17 anni con acondroplasia. I partecipanti sono stati assegnati con rapporto 2:1 a ricevere infigratinib alla dose di 0,25 mg/kg una volta al giorno oppure placebo per 52 settimane.
L'obiettivo principale era valutare la variazione rispetto al basale della velocità annualizzata di crescita. Tra gli endpoint secondari figuravano invece la variazione dell'altezza standardizzata (height z score) e del rapporto tra segmento superiore e inferiore del corpo.
Crescita più rapida con infigratinib
Al termine delle 52 settimane, la differenza tra infigratinib e placebo nella variazione della velocità annualizzata di crescita è risultata pari a 1,74 cm all'anno (IC 95% 1,31-2,17; P<0,001).
Anche l'altezza z-score ha mostrato un miglioramento significativamente maggiore con il trattamento, con una differenza di 0,32 rispetto al placebo (P<0,001). Il rapporto tra segmento superiore e inferiore del corpo non ha invece evidenziato una differenza statisticamente significativa nell'analisi principale.
Sicurezza e prospettive
Gli eventi avversi sono stati registrati nel 96% dei partecipanti trattati con infigratinib e nel 95% di quelli che hanno ricevuto placebo. Gli eventi avversi gravi hanno riguardato rispettivamente il 5% e il 3% dei pazienti. Secondo gli sperimentatori, nessun evento avverso grave né alcun evento che abbia determinato l'interruzione del trattamento è stato considerato correlato a infigratinib o placebo.
I risultati indicano quindi che un anno di trattamento orale con infigratinib può aumentare significativamente la velocità di crescita nei bambini con acondroplasia rispetto al placebo. Il dato aggiunge nuove evidenze sul potenziale degli inibitori di FGFR nel modificare alcuni aspetti della crescita associati alla malattia, anche se saranno necessari ulteriori dati per comprenderne gli effetti nel lungo periodo.




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