
Non è ancora il superamento della sperimentazione animale nello sviluppo dei farmaci, ma un passo per costruire le condizioni scientifiche e regolatorie che potrebbero consentire di sostituire o ridurre progressivamente alcuni test sugli animali. L'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha avviato un progetto pilota dedicato alla presentazione volontaria dei dati prodotti attraverso le New Approach Methodologies (NAMs), metodologie innovative già utilizzate nella ricerca ma ancora scarsamente integrate nei processi regolatori.
Il progetto, denominato Voluntary Data Submission (VDS), consentirà ad aziende farmaceutiche, sviluppatori di metodologie, organizzazioni di ricerca a contratto e laboratori accademici di sottoporre volontariamente i propri dati all'EMA e discuterli con gli esperti della rete regolatoria europea.
Dai modelli computazionali agli organoidi
Con l'espressione New Approach Methodologies viene indicato un insieme eterogeneo di strumenti che possono fornire informazioni utili sulla sicurezza e sul comportamento dei medicinali senza ricorrere necessariamente ai tradizionali modelli animali.
Tra questi rientrano sistemi in vitro complessi, organoidi, sistemi microfisiologici e modelli computazionali, oltre alla possibilità di combinare differenti metodologie.
L'obiettivo non è semplicemente tecnologico. Questi strumenti possono, in determinati contesti, produrre informazioni comparabili o potenzialmente migliori rispetto agli approcci tradizionali e contribuire contemporaneamente alla riduzione dell'impiego degli animali nello sviluppo non clinico dei medicinali.
Il progetto si inserisce infatti nell'applicazione del principio delle 3R: replace, reduce, refine, vale a dire sostituire, ridurre e perfezionare l'utilizzo degli animali nella ricerca e nello sviluppo dei farmaci.
Il problema è trasformare l'innovazione in evidenza regolatoria
Le nuove metodologie vengono utilizzate con frequenza crescente nella ricerca e nelle prime fasi di sviluppo dei medicinali. Il problema, secondo EMA, è che i dati ottenuti attraverso questi sistemi arrivano ancora raramente alle autorità regolatorie.
Si crea così un paradosso: le tecnologie progrediscono, ma i regolatori dispongono di un numero insufficiente di casi sui quali costruire esperienza, criteri di valutazione condivisi e fiducia nella loro applicazione. Il pilota nasce precisamente per colmare questa distanza. I dati potranno essere sottoposti volontariamente all'Agenzia e valutati da esperti non clinici della rete europea dei medicinali.
I partecipanti riceveranno un feedback individuale, indipendente e non vincolante sul grado di maturità regolatoria della metodologia e sulle eventuali tappe successive necessarie per svilupparla.
I dati saranno separati dalla domanda di autorizzazione
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda il rapporto con le procedure di autorizzazione dei medicinali. La presentazione dei dati sui NAMs potrà infatti avvenire indipendentemente da una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio. La scelta consente agli sviluppatori di sottoporre metodologie ancora innovative al confronto con i regolatori senza che la loro valutazione possa rallentare o influenzare negativamente l'iter autorizzativo di un farmaco.
È un passaggio importante perché consente di creare una sorta di spazio regolatorio nel quale sperimentare e discutere nuove metodologie prima che queste diventino parte integrante della documentazione utilizzata per autorizzare medicinali e sperimentazioni cliniche.
Il feedback ottenuto potrà inoltre indirizzare gli sviluppatori verso strumenti già disponibili, come il confronto con l'Innovation Task Force dell'EMA, la consulenza scientifica o i percorsi di qualificazione.
Dalla riduzione degli animali all'accettazione regolatoria
L'obiettivo finale del progetto non è dunque certificare automaticamente i nuovi metodi, ma costruire le evidenze necessarie alla loro futura accettazione regolatoria. Il problema è noto da tempo. Già nel 2016 EMA aveva introdotto un meccanismo volontario per la presentazione di dati relativi agli approcci basati sulle 3R. L'esperienza, tuttavia, aveva prodotto risultati limitati: secondo i documenti dell'Agenzia, attraverso quel percorso non erano stati presentati dati.
Da qui la scelta di ripensare il sistema e soprattutto di sganciare la presentazione delle nuove metodologie dalla procedura di autorizzazione dei medicinali. Il programma di lavoro EMA per il periodo 2026-2028 prevede infatti esplicitamente la costruzione di nuovi percorsi per condividere i dati prodotti attraverso metodologie basate sulle 3R e i NAMs, insieme allo sviluppo di criteri, linee guida e attività formative destinate ai valutatori.
Il pilota resterà aperto fino a settembre 2027
Le organizzazioni interessate possono presentare una candidatura all'EMA. Dopo una prima verifica dell'ammissibilità, i soggetti selezionati saranno invitati a fornire un dossier informativo completo che verrà sottoposto alla valutazione scientifica degli esperti.
Il progetto resterà aperto fino a settembre 2027. Al termine EMA pubblicherà un rapporto sulle esperienze raccolte e sulle lezioni apprese.
Il risultato potrà contribuire a definire il futuro utilizzo dei NAMs nella regolamentazione europea dei medicinali. Il passaggio decisivo, infatti, non consiste soltanto nel disporre di alternative tecnologicamente sofisticate alla sperimentazione animale, ma nel dimostrare che siano scientificamente affidabili, riproducibili e sufficientemente robuste da poter essere utilizzate nelle decisioni regolatorie.




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