|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Infezioni virali, MDA5 riconosce le alterazioni dell’RNA cellulare: una nuova chiave per capire la risposta immunitaria

Uno studio pubblicato su Nature Immunology identifica un nuovo meccanismo attraverso cui MDA5 rileva l’infezione: il sensore immunitario riconosce soprattutto RNA cellulari alterati, collegando la risposta antivirale al controllo del processamento de
Ricerca

MDA5, un sensore dell’immunità innata

Capire come il sistema immunitario riconosca un’infezione virale è fondamentale per chiarire i meccanismi che attivano la risposta antivirale. Tra i protagonisti dell’immunità innata c’è MDA5 (melanoma differentiation-associated protein 5), un recettore citoplasmatico appartenente alla famiglia dei sensori RIG-I-like. Quando viene attivato, MDA5 contribuisce all’avvio di una cascata molecolare che porta alla produzione degli interferoni di tipo I, molecole essenziali per la difesa contro numerosi virus. Tuttavia, la natura precisa degli RNA in grado di attivare MDA5 non era ancora completamente definita.

pubblicità

Lo studio, pubblicato su Nature Immunology, ha utilizzato la tecnica iCLIP, che consente di identificare con elevata risoluzione gli RNA associati a una determinata proteina.

I ricercatori hanno analizzato l'attività di MDA5 durante l'infezione da SARS-CoV-2 e da encefalomiocardite virus (EMCV). Il risultato più rilevante è che MDA5 si legava prevalentemente a RNA cellulari, piuttosto che direttamente a RNA di origine virale.

Molti dei siti di interazione erano localizzati all'interno degli introni e in prossimità degli elementi Alu, sequenze ripetute del genoma umano. Questi RNA presentavano inoltre caratteristiche compatibili con alterazioni dei normali processi di maturazione.

L'infezione virale determinava infatti un aumento nel citoplasma di trascritti aberranti e RNA non sottoposti correttamente allo splicing. Queste molecole mostravano una significativa sovrapposizione con i siti di legame di MDA5.

Un ulteriore elemento a sostegno del meccanismo è arrivato dallo studio del fattore di splicing SRSF3. La sua sovraespressione riduceva la presenza di trascritti aberranti e, parallelamente, impediva l'attivazione di MDA5.

Nel complesso, i risultati portano gli autori a proporre che MDA5 svolga una funzione più ampia rispetto alla semplice identificazione di RNA virali: il sensore potrebbe monitorare la fedeltà del processamento dell’RNA cellulare e utilizzare le alterazioni provocate dall’infezione come segnale della presenza di un agente patogeno.

Questa interpretazione amplia la comprensione dei meccanismi dell'immunità innata e suggerisce un collegamento diretto tra omeostasi dell'RNA, splicing e risposta antivirale. Approfondire questo circuito potrebbe contribuire a chiarire come l'organismo distingua lo stato fisiologico dall'infezione e, in prospettiva, fornire nuove informazioni utili allo studio delle patologie associate a una risposta interferonica eccessiva o disregolata.

Ricerca
Commenti

I Correlati

Organoidi cerebrali, il tempo entra in laboratorio: fino a cinque anni per osservare la maturazione del cervello umano
Ricerca
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Diabete tipo 2: un algoritmo basato sull’emocromo individua chi rischia di più complicanze cardio-renali
Diabetologia
Diabete tipo 2: un algoritmo basato sull’emocromo individua chi rischia di più complicanze cardio-renali
Uno strumento semplice e a basso costo potrebbe aiutare a riconoscere fin dalla diagnosi i pazienti più vulnerabili, consentendo interventi terapeutici e controlli personalizzati prima della comparsa delle complicanze
Tumore del pancreas metastatico: daraxonrasib approvato negli Usa, nuova terapia mirata contro RAS
Ricerca
Tumore del pancreas metastatico: daraxonrasib approvato negli Usa, nuova terapia mirata contro RAS
La FDA autorizza daraxonrasib, inibitore orale RAS(ON), per l’adenocarcinoma pancreatico metastatico dopo almeno una linea sistemica o quando la chemioterapia combinata non è indicata.
Tumore di rene e fegato, scoperto il punto debole delle cellule resistenti alle terapie
Ricerca
Tumore di rene e fegato, scoperto il punto debole delle cellule resistenti alle terapie
Uno studio coordinato dall’Università di Roma Tor Vergata e dal Danish Cancer Institute identifica un meccanismo metabolico che aiuta i tumori a sfuggire ai farmaci, ma che potrebbe diventare un nuovo bersaglio terapeutico
Acondroplasia nei bambini, l’infigratinib orale aumenta la velocità di crescita: i risultati dello studio di fase 3
Ricerca
Acondroplasia nei bambini, l’infigratinib orale aumenta la velocità di crescita: i risultati dello studio di fase 3
Pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati di PROPEL 3: nei bambini con acondroplasia, 52 settimane di trattamento con infigratinib hanno determinato un incremento significativamente maggiore della velocità annualizzata di crescita ri

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.