
La richiesta si fonda sui risultati dello studio registrativo di fase III METEOROID, condotto in persone con MOGAD a decorso recidivante. Il trial ha raggiunto l’endpoint primario, misurando il tempo alla prima ricaduta durante il periodo di trattamento in doppio cieco.
Rispetto al placebo, satralizumab ha ridotto del 68% il rischio di recidiva, con significatività statistica p=0,0025. Alla settimana 48, l’87% dei partecipanti trattati con il farmaco risultava libero da ricadute, contro il 67% nel gruppo placebo. Il trattamento ha inoltre mostrato vantaggi sugli endpoint secondari, inclusi il tasso annualizzato di ricadute, l’attività lesionale alla risonanza magnetica e il ricorso a terapie di salvataggio.
Il profilo di sicurezza osservato nel programma METEOROID è risultato in linea con l’esperienza clinica e post-marketing maturata con satralizumab nella neuromielite ottica dello spettro (NMOSD), indicazione per la quale il medicinale è già impiegato in circa 90 Paesi.
La MOGAD è una patologia autoimmune rara del sistema nervoso centrale, sostenuta da anticorpi contro la MOG. Può interessare soprattutto i nervi ottici, ma anche midollo spinale e cervello, provocando neurite ottica, mielite e manifestazioni encefalitiche. Gli episodi acuti possono tradursi in perdita della vista, dolore, deficit motori e sensitivi, alterazioni della deambulazione, fatica, disturbi cognitivi e disfunzioni sfinteriche o sessuali.
La prevalenza stimata varia da 0,51 a 3,42 casi ogni 100.000 persone. La malattia può presentarsi a qualunque età e, nelle forme recidivanti, il ripetersi di attacchi neurologici imprevedibili può lasciare esiti permanenti e generare un progressivo accumulo di disabilità. A oggi non sono disponibili terapie approvate specificamente per questa condizione.
Satralizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca l’attività del recettore dell’IL-6, citochina centrale nella regolazione delle risposte infiammatorie e immunitarie. La molecola sfrutta una tecnologia di "anticorpo riciclabile", progettata per favorire un’inibizione prolungata del pathway dell’IL-6 attraverso legami ripetuti al bersaglio recettoriale.
In caso di via libera, Enspryng diventerebbe la prima terapia disease-modifying per la MOGAD, con il potenziale di ridurre la frequenza degli attacchi e, al contempo, limitare la dipendenza da corticosteroidi ad alto dosaggio e immunosoppressori impiegati nella pratica clinica.
Parallelamente al percorso statunitense, l’Agenzia europea dei medicinali ha validato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per satralizumab nella MOGAD negli adulti. La decisione della Commissione europea è prevista nel terzo trimestre del 2027.




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