
Nel semestre, il segmento delle malattie rare ha segnato un incremento di 45 milioni di euro, equivalente a una crescita del 9,9% a cambi costanti. Anche neonatologia e specialty care hanno mostrato un andamento positivo, con un aumento del 6,5%.
L’area respiratoria ha registrato una variazione sostanzialmente stabile, con un calo dello 0,8% a cambi costanti. A sostenere il portafoglio sono state le formulazioni inalatorie a tripla combinazione, che hanno compensato le dinamiche meno favorevoli di altri prodotti del comparto.
Sul piano geografico, gli Stati Uniti si confermano il mercato più dinamico, con ricavi in aumento del 9,6% a cambi costanti. In Europa la crescita è stata dello 0,9%, mentre le altre aree internazionali hanno registrato un incremento del 5,5%.
La ricerca e sviluppo assorbe 426 milioni di euro, pari al 22,5% dei ricavi semestrali. Le risorse sono indirizzate ai programmi in salute respiratoria, malattie rare e specialty care, oltre che all’evoluzione della piattaforma Carbon Minimal Inhaler, dedicata ad inalatori con minore impronta carbonica.
In quest’ambito rientra la collaborazione con Bespak, orientata a rendere disponibili su vasta scala tecnologie inalatorie a ridotto impatto ambientale, cercando di preservare continuità assistenziale e opzioni terapeutiche per i pazienti.
La redditività resta elevata: il margine EBITDA si attesta al 29,4%. La generazione di cassa operativa ha consentito di sostenere contemporaneamente pipeline, capacità produttive e operazioni di crescita esterna.
Nel primo semestre Chiesi ha completato l’acquisizione di KalVista Pharmaceuticals, società statunitense attiva nello sviluppo di una terapia orale on-demand per l’angioedema ereditario. I dati economici del semestre non incorporano ancora gli effetti dell’operazione.
L’acquisizione consolida il posizionamento del Gruppo nelle patologie rare e amplia la presenza negli Stati Uniti, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni in aree caratterizzate da bisogni clinici non pienamente soddisfatti.
Secondo l’analisi Economic Footprint realizzata con PwC Italia, nel 2025 Chiesi avrebbe generato complessivamente circa 6 miliardi di euro di impatto sul PIL a livello mondiale, sostenendo 56.488 posti di lavoro e contribuendo per quasi 2 miliardi di euro attraverso imposte e altre entrate pubbliche.
L’Europa concentra 4,1 miliardi di euro dell’impatto sul PIL, quasi 30.000 occupati sostenuti e circa 1,4 miliardi di euro di contribuzione fiscale e parafiscale. Inoltre, il continente rappresenta il 78% degli investimenti globali del Gruppo in R&S e il 60% della rete di fornitori.



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