
Un'Intelligenza artificiale pensata per affiancare i medici nella diagnosi e nelle decisioni terapeutiche, utilizzando soltanto fonti scientifiche selezionate e validate. È la strada su cui si stanno sviluppando i nuovi sistemi di IA per la medicina.
L'obiettivo è ridurre uno dei principali limiti dei sistemi di IA generativa utilizzati senza controllo in ambito sanitario: la possibilità di produrre informazioni inesatte o risposte apparentemente plausibili, ma prive di un fondamento scientifico affidabile.
"La prima cosa da dire è che l'infallibilità in medicina non esiste e ci sarà sempre il rischio di un margine di imprecisione, qualunque tecnologia si utilizzi", avverte il presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica, Massimo Di Maio. L'IA, sottolinea, può però offrire "enormi potenziali benefici".
Dalle informazioni del web alle fonti scientifiche validate
Il problema riguarda soprattutto il modo in cui vengono costruiti e alimentati i sistemi. Le piattaforme generaliste possono elaborare quantità enormi di informazioni provenienti da fonti molto diverse per qualità e attendibilità. In medicina la direzione è invece quella di restringere la base di conoscenza a studi scientifici, linee guida e documentazione clinica validata.
"Per questo si sta lavorando a piattaforme alimentate da sole informazioni scientifiche validate, come studi pubblicati e linee guida", spiega Di Maio. Si tratta di mettere a disposizione del professionista quantità di informazioni scientificamente verificate che un essere umano non sarebbe in grado di elaborare da solo.
L'IA è del resto già utilizzata in diversi settori della diagnostica. In radiologia può assistere nell'interpretazione delle immagini e nell'identificazione di quelle sospette per la presenza di tumori. Negli screening mammografici può contribuire a velocizzare la lettura degli esami e a ridurre il margine di errore.
In oncologia si lavora a piattaforme più affidabili
Una parte importante della ricerca riguarda proprio l'oncologia. Team di ricercatori stanno sviluppando piattaforme addestrate su letteratura scientifica e linee guida validate, mentre l'Unione europea sostiene attraverso Horizon Europe e Mission Cancer progetti che utilizzano Intelligenza artificiale e strumenti digitali nella ricerca, nella diagnosi e nel trattamento dei tumori.
La prospettiva è arrivare a strumenti progettati specificamente per l'impiego sanitario e sottoposti ai requisiti europei di sicurezza e affidabilità, anziché affidare informazioni cliniche e decisioni delicate a sistemi generalisti.
Per Di Maio l'obiettivo è disporre di piattaforme mediche e oncologiche sempre più affidabili, capaci di elaborare una quantità di conoscenze scientifiche non gestibile individualmente dal singolo professionista.
In Italia è già partita la sperimentazione di MIA
In Italia un primo banco di prova è MIA, Medicina & Intelligenza Artificiale, la piattaforma sviluppata da Agenas come strumento di supporto ai professionisti sanitari. Il progetto è rivolto in particolare ai medici di medicina generale e agli specialisti.
MIA utilizza una base di conoscenza delimitata. Secondo quanto comunicato sul progetto, comprende linee guida ufficiali, protocolli ministeriali, normativa del Servizio sanitario nazionale e letteratura scientifica validata. Le informazioni esterne non verificate vengono escluse dalla base utilizzata dal sistema.
È proprio questa selezione delle fonti a distinguere il modello dall'utilizzo di un sistema generalista per cercare indicazioni su diagnosi e terapie. L'obiettivo non è quello di affidare la decisione alla macchina, ma fornire al professionista uno strumento capace di recuperare ed elaborare rapidamente conoscenze scientifiche controllate.
"Il medico non sarà sostituito"
Il confine invalicabile resta quello della responsabilità clinica. "L'IA rimane e rimarrà anche in futuro uno strumento in aiuto e non in sostituzione del medico", sottolinea Di Maio, "l'unico in grado poi di applicare e 'disegnare' la cura sulla base delle esigenze e caratteristiche del singolo paziente".
La tecnologia può selezionare ed elaborare enormi quantità di informazioni scientifiche. La decisione clinica resta invece affidata al medico, che deve interpretarle alla luce delle condizioni, della storia e delle caratteristiche del paziente.
La differenza, quindi, sarà sempre più tra sistemi generalisti, che possono attingere a informazioni di qualità disomogenea, e strumenti costruiti specificamente per la medicina, alimentati da fonti scientifiche controllate e destinati ad affiancare il professionista nelle sue decisioni.




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