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Vaccino contro l’herpes zoster, possibile beneficio cardiovascolare

Un esperimento naturale condotto negli Stati Uniti suggerisce un’associazione tra vaccino ricombinante contro l’herpes zoster e una riduzione del carico cardiovascolare negli over 60.
Cardiologia
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L’herpes zoster, comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio, è provocato dalla riattivazione del virus varicella-zoster, che rimane latente nell’organismo dopo l’infezione primaria responsabile della varicella. La vaccinazione rappresenta uno degli strumenti di prevenzione delle complicanze associate alla riattivazione del virus, particolarmente rilevanti nella popolazione anziana. Negli ultimi anni, alcune osservazioni epidemiologiche hanno inoltre suggerito una possibile relazione tra vaccinazione ricombinante contro l’herpes zoster e una minore incidenza di eventi cardiovascolari.

Secondo i ricercatori, tuttavia, le precedenti analisi presentavano un limite importante: il confronto veniva effettuato tra persone vaccinate e non vaccinate. Un simile approccio può essere influenzato dal cosiddetto healthy vaccinee bias, cioè dalla possibilità che chi decide di vaccinarsi presenti caratteristiche, comportamenti o condizioni di salute differenti rispetto a chi non lo fa, anche per fattori non rilevati nei database utilizzati per le analisi. Di conseguenza, non sarebbe possibile attribuire con certezza eventuali differenze negli esiti cardiovascolari alla vaccinazione.

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Per ridurre questo problema, gli autori hanno sfruttato la particolare transizione avvenuta negli Stati Uniti dopo ottobre 2017. In quel periodo il vaccino ricombinante contro l’herpes zoster si è rapidamente diffuso, mentre il precedente vaccino vivo attenuato è stato progressivamente abbandonato. I ricercatori hanno quindi confrontato gli adulti di almeno 60 anni vaccinati immediatamente prima e immediatamente dopo questo passaggio, utilizzando la vaccinazione con il vaccino vivo attenuato come condizione di confronto.

L’approccio, definito esperimento naturale, consente di mettere a confronto gruppi di persone che avevano comunque scelto di vaccinarsi contro l’herpes zoster, ma che hanno ricevuto prodotti differenti in funzione del momento della vaccinazione. In questo modo viene attenuato il possibile effetto delle differenze tra soggetti vaccinati e non vaccinati che caratterizza gli studi osservazionali convenzionali.

Nel corso dei sette anni di osservazione, il vaccino ricombinante è risultato associato a una riduzione del 9% del carico cardiovascolare complessivo considerato nello studio, comprendente cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca e ictus ischemico. L’associazione si è tuttavia attenuata con il trascorrere del tempo.

Analizzando separatamente le diverse condizioni, la riduzione del carico è stata del 10% per la cardiopatia ischemica e del 12% per l’insufficienza cardiaca, con risultati significativi in entrambi i sessi. Per l’ictus ischemico, invece, l’associazione è stata osservata nei partecipanti di sesso maschile, nei quali il carico è risultato inferiore del 12%.

Un'associazione è emersa anche per la fibrillazione atriale, con una riduzione del 7% del carico. Non sono invece state rilevate associazioni per gli altri esiti cardiaci, periferici e cerebrovascolari analizzati. I risultati sono rimasti coerenti nelle analisi secondarie condotte dai ricercatori.

I dati rafforzano quindi l’ipotesi di una possibile relazione tra vaccinazione ricombinante contro l’herpes zoster e salute cardiovascolare, ma non dimostrano un effetto cardioprotettivo causale del vaccino. Il disegno dello studio permette infatti di ridurre alcuni importanti fattori di confondimento, ma si tratta comunque di un’analisi osservazionale basata su un esperimento naturale. Per questo, secondo gli autori, sono necessari studi clinici e ricerche meccanicistiche per chiarire se e attraverso quali meccanismi la vaccinazione possa influenzare il rischio cardiovascolare.

Per la pratica vaccinale, il risultato aggiunge un possibile elemento di interesse a un intervento già rivolto alla prevenzione delle conseguenze dell’herpes zoster nella popolazione anziana. L’eventuale beneficio cardiovascolare, tuttavia, dovrà essere confermato da ulteriori evidenze prima di poter essere considerato un effetto aggiuntivo consolidato della vaccinazione.

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