
Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, associata o simile a quella associata a un danno tissutale reale o potenziale. La sua espressione è individuale e risente di componenti biologiche, psicologiche e sociali, elementi che rendono essenziale una gestione personalizzata.
Nel contesto chirurgico, il dolore acuto compare rapidamente in risposta al trauma tissutale della procedura e, in genere, tende a risolversi con la guarigione. Tuttavia, un controllo analgesico insufficiente può compromettere mobilizzazione precoce, recupero funzionale, sonno, esperienza del paziente e continuità assistenziale.
Gli oppioidi restano utili nel dolore acuto severo, incluso quello correlato ad interventi invasivi quando le opzioni non oppioidi risultano inappropriate o insufficienti. Le raccomandazioni del Center for Disease Control and Prevention (CDC) invitano tuttavia ad impiegare, quando necessari, formulazioni a rilascio immediato, alla più bassa dose efficace e per il tempo strettamente coerente con l’intensità attesa del dolore.
Da qui l’interesse per molecole con meccanismi periferici e non oppioidi, potenzialmente integrabili nell’analgesia multimodale. L’obiettivo non è eliminare indiscriminatamente gli oppioidi, ma limitarne l’esposizione mantenendo un sollievo clinicamente adeguato e una valutazione attenta del profilo beneficio-rischio.
Onzotrigine, precedentemente noto come LTG-001, è un candidato orale sperimentale che inibisce selettivamente NaV1.8, canale del sodio espresso nel sistema nervoso periferico e implicato nella conduzione del segnale doloroso. Il razionale farmacologico consiste nel modulare la trasmissione nocicettiva periferica senza agire direttamente sui recettori oppioidi.
Nel trial di fase 2b, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, 343 pazienti con dolore moderato-severo dopo addominoplastica hanno ricevuto LTG-001 a basso o alto dosaggio, idrocodone bitartrato-paracetamolo o placebo per 48 ore. L’endpoint principale era lo SPID48, misura ponderata nel tempo della riduzione dell’intensità dolorosa sulla Numeric Pain Rating Scale.
Entrambe le dosi hanno migliorato significativamente lo SPID48 rispetto al placebo: differenza media aggiustata di 37,82 punti con il regime basso (\(P=0,003\)) e di 62,08 punti con quello alto (\(P<0,001\)). Con LTG-001 ad alto dosaggio, il consumo di rescue oppioide è sceso a 11,00 equivalenti di milligrammi di morfina, contro 18,35 con placebo (\(P=0,01\)); il 52% dei trattati non ha richiesto alcun oppioide di salvataggio, rispetto al 22% dei controlli.
Nel braccio ad alto dosaggio sono emerse più frequentemente piressia, 7% contro 2% con placebo, e presincope, 6% contro 1%. Il segnale di efficacia e di opioid-sparing richiede pertanto conferma in studi più ampi, con valutazione accurata della dose e della sicurezza.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.