|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Sclerosi multipla pediatrica, parere positivo del CHMP per ocrelizumab dai 10 anni

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’EMA raccomanda l’estensione di ocrelizumab ai pazienti pediatrici con forme recidivanti di sclerosi multipla. Nello studio OPERETTA 2 il farmaco ha ridotto le ricadute e le nuove lesioni cerebrali.
Neurologia

I risultati dello studio OPERETTA 2

La raccomandazione si basa sui risultati dello studio di fase III OPERETTA 2, nel quale ocrelizumab è stato confrontato con fingolimod, attualmente utilizzato nel trattamento della sclerosi multipla pediatrica.

pubblicità

Il trattamento con ocrelizumab ha dimostrato la non inferiorità rispetto a fingolimod nel controllo delle ricadute, con una riduzione del rischio del 48%. Il farmaco ha inoltre evidenziato una maggiore efficacia nel contenimento dell’attività infiammatoria a livello cerebrale.

In particolare, rispetto a fingolimod, sono state osservate riduzioni del 48% delle nuove lesioni T2 o di quelle in espansione e dell’87% delle lesioni attive T1 con captazione del gadolinio.

Il profilo di sicurezza rilevato nella popolazione pediatrica è risultato coerente con quello già osservato negli adulti. Nel corso dello studio, inoltre, nessun partecipante ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi.

La sclerosi multipla può manifestarsi anche durante l’infanzia e l’adolescenza. A livello globale, secondo i dati riportati nel comunicato, sono almeno 40 mila i bambini e gli adolescenti che convivono con la malattia, circa un terzo dei quali in Europa.

Nei pazienti più giovani le ricadute possono essere frequenti e avere un impatto significativo sulla quotidianità, con possibili ripercussioni sulla frequenza scolastica e sulle attività sociali. Il controllo precoce dell’attività di malattia rappresenta quindi un obiettivo rilevante per limitare l’accumulo di disabilità nel lungo periodo.

La sclerosi multipla è una patologia cronica del sistema nervoso centrale nella quale il sistema immunitario determina un danno a carico della mielina e degli assoni. Circa l’85% delle persone riceve inizialmente una diagnosi di forma recidivante-remittente; le forme recidivanti comprendono anche la sclerosi multipla secondariamente progressiva attiva.

Ocrelizumab e il bersaglio CD20

Ocrelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato diretto contro i linfociti B CD20-positivi, cellule del sistema immunitario coinvolte nei processi che contribuiscono al danno neurologico nella sclerosi multipla.

Il farmaco dispone di formulazioni endovenosa e sottocutanea e, secondo quanto riportato nel comunicato, viene somministrato con una frequenza semestrale. L’impiego pediatrico è già stato autorizzato negli Stati Uniti nel maggio 2026.

L’eventuale decisione positiva della Commissione europea estenderebbe dunque ai pazienti pediatrici europei dai 10 anni una strategia terapeutica già ampiamente studiata nella popolazione adulta, nella quale il farmaco ha raggiunto un’esperienza clinica globale riferita a oltre 525 mila persone.

Per la neurologia pediatrica, il possibile ampliamento dell’indicazione si inserisce nel percorso verso un trattamento precoce e ad alta efficacia, con l’obiettivo di contenere l’attività infiammatoria della malattia e limitarne l’impatto nel lungo termine.

Neurologia
Commenti

I Correlati

Ocrelizumab, il profilo di sicurezza ne consente l’uso nelle fasi precoci della SM
Neurologia
Guardami

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Alzheimer, le nuove terapie possono ridurre i costi della malattia?
Farmaci
Alzheimer, le nuove terapie possono ridurre i costi della malattia?
Un'analisi finanziata da Biogen stima i benefici economici di diagnosi precoce e DMT. In Italia gli anti-amiloide restano fuori dalla rimborsabilità Ssn
Bexicaserina, risultati promettenti nelle encefalopatie epilettiche dello sviluppo: riduzione delle crisi e nuovo modello di sperimentazione
Neurologia
Bexicaserina, risultati promettenti nelle encefalopatie epilettiche dello sviluppo: riduzione delle crisi e nuovo modello di sperimentazione
Lo studio PACIFIC mostra che la bexicaserina riduce in modo clinicamente rilevante la frequenza delle crisi in diverse encefalopatie epilettiche dello sviluppo, con un profilo di sicurezza favorevole.
Ictus ischemico, il controllo pressorio aggressivo dopo riperfusione non porta benefici e può aumentare la mortalità
Neurologia
Ictus ischemico, il controllo pressorio aggressivo dopo riperfusione non porta benefici e può aumentare la mortalità
Dopo trombolisi o trombectomia, puntare a valori pressori sistolici inferiori a 160 mmHg non migliora gli esiti clinici e potrebbe essere associato a un aumento della mortalità.
Cervello in salute dopo i 65 anni: studio SISSA indica la strada tra stimoli mentali ed emozioni
Neurologia
Cervello in salute dopo i 65 anni: studio SISSA indica la strada tra stimoli mentali ed emozioni
Due ricerche condotte a Trieste mostrano come riserva cognitiva e intelligenza emotiva possano sostenere linguaggio, memoria e capacità di adattamento durante l’invecchiamento, contribuendo a una migliore qualità della vita

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.